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martedì 6 ottobre 2015

Rapisce a scuola una bimba di 5 anni

Rapisce a scuola una bimba di 5 anni: "È mia figlia", e la stupra per tutta la notte

    • Pur di mettere le mani su quella bambina di cinque anni aveva escogitato un piano diabolico: aveva indossato un niqab, il tipico abito musulmano lungo e nero che nasconde il volto, si era presentata a scuola spacciandosi per la madre della piccola e se l'era portata via. Da quel momento in poi, fino alla mattina successiva, la bimba è stata tenuta prigioniera in casa della donna, ripetutamente violentata e abbandonata all'alba in un parco giochi, con una maglietta su cui fu trovato il dna della donna che l'aveva rapita. Smascherata e arrestata, Christina Regusters, un'educatrice 22enne che si occupa di infanzia, è stata ora condannata a 40 anni di prigione per le sue nefandezze. «È la sentenza più appropriata - ha detto Erin O'Brien, assistente procuratore distrettuale di Philadelphia - per far sì che quella donna non possa più nuocere a nessun altro». Christina aveva provato a difendersi sostenendo di aver tenuto in casa la bimba solo per salvarla dalle grinfie di un uomo non identificato, e che per questo motivo era stato trovato il suo dna sulla maglietta della piccola, ma i giudici non si sono lasciati abbindolare. Per la famiglia della vittima di questo incubo, però, ancora non è stata fatta completamente giustizia: i genitori, infatti, hanno fatto causa al distretto scolastico della città, accusandolo di negligenza per non aver accertato l'identità della donna che era andata a prendere la loro figlia e per non essersi accorto della mancanza della piccola se non dopo ore. La bambina, che oggi ha 7 anni, venne prelevata nel gennaio 2013 dalla Bryant Elementary School di Philadelphia. «Sono la mamma - disse Christina, allora 19enne, ai funzionari della scuola - porto mia figlia a fare colazione fuori». Non venne identificata e nessuno la fermò. Furono necessarie otto ore prima che il personale scolastico si rendesse conto che la piccola era sparita. La bimba, nel frattempo, era stata bendata e condotta nella casa degli orrori. Agli investigatori ha raccontato di essere stata nascosta sotto un letto durante la prigionia e di aver subito abusi sessuali. Un calvario durato fino a notte fonda, quando Christina la abbandonò in un parco giochi. Alle 4.40 un uomo che passava nelle vicinanze sentì delle urla provenire dall'interno e la trovò seminuda che piangeva a dirotto, con indosso solo una lunga maglietta: da quella esperienza è uscita con forti traumi psicologici e lesioni devastanti che hanno reso necessaria anche una colostomia. Christina, insospettabile educatrice per l'infanzia, fu incastrata da una serie di indizi, tra cui numerosi dettagli raccontati dalla bimba durante il processo. La donna, ripresa dalle telecamere di sorveglianza della scuola, conosceva la vittima perché si era presa cura in passato del suo fratellino, inoltre il Dna ritrovato sulla maglietta indossata dalla piccola al momento del ritrovamento era il suo. Per chiudere il cerchio, la bimba raccontò che nella stanza in cui era stata violentata c'era un pappagallo parlante: Christina ne possedeva uno. Senza contare che i pubblici ministeri trovarono nella cronologia internet del pc della donna siti di pornografia infantile, "anime" giapponesi in cui erano rappresentate torture su bambini e una pagina web con istruzioni su come distruggere la prova del Dna. 

    di Federica Macagnone

    http://www.leggo.it/NEWS/ESTERI/usa_rapimento_bambina_scuola_violenza/notizie/1606310.shtml 

    sabato 3 ottobre 2015

    I pedofili prendono le foto dei bambini dai social network dei genitori.

    La ricerca dell'Australia's new Children's eSafety

    Per i genitori sono le foto dell'amore e dell'innocenza ma per un pedofilo sono un bottino ghiotto. E difatti circa la metà del materiale rinvenuto nei siti pedopornografici proviene dai social di papà e mamme che volevano semplicemente condividere un momento di gioia del loro bambino.
    L'impressionante dato emerge da una ricerca della Australia's new Children's eSafety, l'organismo australiano che ha il compito di monitorare la sicurezza dei minori online. Dallo studio delle foto sequestrate nell'ambito delle ricerche di polizia contro la pedofilia sul web, dunque, è risultato che nel 50% dei casi si trattava di milioni di immagini di bambini che svolgono le normali attività quotidiane come nuotare, fare sport e nuotare. Foto che, agli occhi degli stessi genitori o dei loro amici, appaiono perfettamente innocue ma che nei dossier dei pedofili vengono sessualizzate con commenti irriferibili.
    Un componente della Australia's new Children's eSafety spiega come è possibile che gli scatti dei nostri figli possano finire nelle mani sbagliate: "Molti utenti dicono chiaramente di aver preso quel contenuto trafugandolo da un profilo nei social e spesso queste persone si scambiano l'indirizzo mail con l'invito di connettersi fuori dal sito per vendere il materiale".
    Toby Dagg, un investigatore che lavora per la commissione australiana, riporta che in un sito frequentato dai pedofili, dove erano catalogate 45 milioni di immagini di bambini anche molto piccoli, circa la metà sembravano prese direttamente dai social e poi etichettate in categorie con nomi del tipo: "Le amichette di mia figlia su Instagram".
    La stessa commissione avverte che spesso i genitori non si accorgono di quanto sia semplice rubare una foto postata su Facebook, anche perché dimenticano di postarla in un contesto privato utilizzando gli strumenti che il social comunque ha messo a disposizione per proteggere la privacy. E lancia un avvertimento a tutte le mamme e ai papà: "Una volta che hai condiviso una foto su Facebook, hai perso il controllo sul suo destino".
    http://www.huffingtonpost.it/2015/10/01/pedofili-foto-social-geni_n_8227954.html?ncid=fcbklnkithpmg00000001

    mercoledì 23 settembre 2015

    Ha un bambino con un ragazzo di 12 anni: la pedofilia femminile è un tabù, per 3 motivi

    Una australiana di 40 anni è stato condannato a sei anni di carcere. Lei è stato condannato per abusi sessuali ripetuti di un minore di 12 anni al momento. La maggior parte dei media hanno echi del caso, non hanno parlato di pedofilia. Perché la società minimizza la pedofilia femminile? Un aggiornamento con Martine Nisse, terapeuta della famiglia.

     

     
    Image d'illustration d'une mère et son bébé (IAN HOOTON/ IHO/SCIENCE PHOTO LIBRARY).

    Prima di impegnarsi in qualsiasi commento, si deve innanzitutto rilevare che si tratta di casi di violenza impensabili. Una donna è stata condannata al carcere per aver fatto sesso avuto con un bambino di 12 anni, che hanno portato alla nascita di una bambina, a pochi mesi fa.Si tratta di un dramma che si gioca a più livelli: una vittima 12 anni, al momento, e un bambino che nasce delle relazioni. Un bambino il cui futuro è una questione centrale, ma che è appena accennato negli articoli francesi che riecheggiano del caso.Esiste la pedofilia femminile, ma è solo pochissimi designato nella società e dei media perché solleva particolari tabù.1. la sessualità delle donne è visto come passivoIn primo luogo, nell'inconscio collettivo, la sessualità maschile è percepita come attivo quando le donne è visto come passivo. Inoltre, hypersexualisation della società moderna ci ha fatto perdere la bussola; pubblicità cultura, tutto è una scusa per produrre sessualmente suggestiva immagine in cui, paradossalmente, le donne hanno atteggiamenti attivi. Eppure il punto di vista della loro presunta passività non cambia, non pensiamo una donna di essere in grado di indulgere in pedofilia. Perché?Pedofilo femminile si muove in una zona dove si potrebbe pensare che il comportamento della donna in questione è materna. Nel suo approccio, si prende cura del bambino, lei si preoccupa. Salvaguarda. In questa percezione, non c'è possibilità sessualizzazione. Se la privacy è in crescita, si preoccupava persona dal momento che la donna svolge un ruolo previsto di esso. Se la madre della vittima.2. ritenuti innocui atteggiamenti materniA differenza della stragrande maggioranza degli uomini violenti, gli atteggiamenti femminili trasgressive iniziano con un vicino che si installa con la cura del corpo, o da una serie di rituali, come il fatto di accompagnare e prendere il bambino a scuola (questo era il caso qui).E 'quasi comunemente accettato che le donne non possono essere aggressivi nella loro sessualità. Questa idea è paradossalmente rafforzata da una serie di forti elementi culturali come - per uno dei più recenti - la saga di "50 sfumature di grigio". L'ultimo volume pubblicato il Martedì ci ha venduto la storia di Christian Grey, incapace di amare chiunque, che si esibiscono violenza sessuale su di lei compagno di sentire qualcosa.Anastasia, l'eroina coinvolti in questa situazione di sottomissione fisica, psicologica e sessuale sembra trarre piacere e consenso. Le esche stanno lavorando, si può rapidamente dimenticare che Christian Grey adolescente è stata la prima preda sessuale di età di una donna dalla madre e la sua amica, prima di girare in "dominante".3. La pedofilia femminile, un tabù nel tabùIn effetti, una donna che usa un bambino sessuale è un tabù supplementare nel tabù di stupro. Ad Angers e Outreau, le donne sono state condannate per pedofilia, e non ha fatto appello la loro convinzione, ma nessuna impronta che la realtà perché si tratta scuotere le fondamenta della nostra società è ancora profondamente giudeo-cristiana. "Mamma", è visto come una figura di purezza, sempre vergine Maria.Il rilascio australiano ha detto che la vittima era un amico della figlia dell'autore dei fatti, e che la gelosia nei confronti di sua figlia che questa donna ha preso di mira il ragazzo. Qui, non è chiaramente in un parente materna: ha un rapporto sessualizzata di affetto tra i bambini. Si tratta di una rivalità incestuosa con molle gelosia.Gravidanza raramente va inosservatoInoltre, la mancata parlare per questa donna e la sua vittima nascondendo il bambino mostra una visione semplicistica della situazione. Si tratta di un nuovo conteggio incompleta il caso in cui la situazione del neonato è effettivamente preoccupante.Gravidanza - in molti casi - è qualcosa che mostra. Australia e altri paesi occidentali, è di solito seguita da equipe mediche di ostetriche. Ma lei ignorato o nascosto la sua gravidanza? E 'difficile immaginare che la sua condizione non ha provocato reazione al seguito e la famiglia della donna che stava avendo problemi coniugali, come riportato dai media australiani.I media sono arrabbiato per la situazione in un momento particolare: quando è stata approvata la legge. Se non fosse successo, non sono sicuro che un giorno saremmo interessare questo caso.
     
    Propos recueillis par Henri Rouillier.
    http://leplus.nouvelobs.com/contribution/1403690-elle-a-un-bebe-avec-un-garcon-de-12-ans-la-pedophilie-feminine-est-tabou-pour-3-raisons.html

    sabato 2 maggio 2015

    5 maggio 2015: si celebra la Giornata nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia


    Un importante momento di riflessione per la lotta contro gli abusi sui minori. Dal 2009 l’Italia celebra ogni 5 maggio la Giornata nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia, istituita con Legge 4 maggio 2009, n. 41. Come specifica la norma stessa in occasione della Giornata possono essere organizzate iniziative volte a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema. Le regioni, le province e i comuni possono promuovere apposite iniziative, anche  in coordinamento  con le associazioni e con gli organismi operanti nel settore e, in particolare, nelle scuole di ogni ordine e grado.
    Solo nel 2013 il C.N.C.P.O. (Centro Nazionale per il Contrasto della Pedopornografia online ) presso la Polizia di Stato ha effettuato 55 arresti. Sono stati invece 344 i denunciati e oltre 1600 siti sono stati chiusi. I dati sono stati diffusi proprio in occasione della ricorrenza nazionale.
    L’ultimo arresto – racconta la Polizia – è del 17 aprile con la scoperta di un pedofilo diciannovenne di Viareggio (Lucca) che attraverso facebook oppure alla “vecchia maniera”, abbordandoli all’uscita delle scuole adescava minori. Nel suo computer e nel suo cellulare gli agenti della polizia postale hanno trovato numerose cartelline, ognuna riferita a un diverso ragazzino, con foto e video. Le immagini che riceveva le usava come ricatto per evitare che lo denunciassero e ricorreva alla violenza per costringere i ragazzini a subire le sue avances.



    venerdì 31 ottobre 2014

    Pericolo su Facebook

    I pericoli dei social network e in particolare Facebook

     

    Attualmente il posto dove stare è Facebook. Questo nuovo social network ha scatenato un vero e proprio fenomeno internazionale. Tutti trovato lì. Sia che siate giovani o vecchi, tutti hanno un giorno era su facebook. Nonostante il fatto che questo è un modo interessante per fare nuove amicizie, tenersi in contatto, di esprimersi, condividere le proprie emozioni, ma anche ha nascosto che può essere negativo o addirittura pericolose di un lato.

    I pericoli dei social network come Facebook agguato adolescenti perché sono i primi ad adottare questo social network. Essi sono i più numerosi e più attivi sul sito. È per questo motivo che sono le prime vittime. Gli adolescenti possono essere vittime di bullismo, di insulti, foto oscene ... I vari fatti dovute all'uso di questo sito si sono moltiplicati. Peggio ancora, ci teens condividere la loro vita privata senza rendersi conto che la loro privacy è esposto pubblicamente. Facebook permette di condividere e scambiare messaggi, foto e video. Tuttavia, alcuni ragazzi stanno utilizzando questi strumenti di comunicazione per insultare i loro contatti o il loro invio di foto oscene. Sempre più le preoccupazioni che si verificano a scuola interferiscono su Facebook, che non è quello di appianare le cose. L'esposizione dei conflitti e dispute su questo sito comporta overflow reali e può estendersi alle molestie. I principali si trovano ad affrontare nuove forme di difficoltà che aumenteranno solo.


    Esposizione di intimità:

    Facebook è un paradiso per i ladri di identità. Questo è spesso un uso improprio di foto o furto di identità. Per impersonare un'altra persona, è sufficiente creare un profilo a nome di quella persona.
    Facebook ha lati positivi e divertenti, ma purtroppo questo social network è anche rischioso perché il pericolo rimane pedofilia. Gli adolescenti più vulnerabili sono facile preda di pedofili e molestatori sessuali. Per quanto riguarda le statistiche del Ministero della Giustizia in Francia, mostrano che un bambino un anno e mezzo sono vittime di abusi sessuali da parte di un pedofilo dopo averlo conosciuto su Internet.


    Facebook riduce la capacità di concentrazione

    Facebook è molto tempo. I bambini trascorrono più tempo a casa. La sera dopo la scuola, fanno il loro dovere durante la navigazione su Facebook. Sarebbe impossibile concentrarsi totalmente su di essi. Uno studio rivela che il 52% di 13 e 17 anni ammette andare su facebook mentre fanno il loro dovere. E 25% lo fa almeno 30 minuti ogni giorno.


    Facebook, il nemico delle coppie?

    Uno studio ha dimostrato che l'uso di Facebook stimolato gelosia e sfiducia nelle coppie. Quanto più una persona spende sul sito, più diventa sospettoso del suo partner. Sembra che la sensazione di non avere più l'esclusiva provoca problemi nella coppia. Quando dite la vostra privacy, il vostro coniuge può essere escluse o sentire che si condivide di più con i tuoi amici di Facebook con lui. Questo sito ha un rischio ancora maggiore di un sito di incontri, perché può creare una intimità virtuale molto rapidamente.


    Reclutono islamici su facebook

     

    Lo Stato islamico sta usando i bambini in attentati suicidi. Circa 700 bambini sono stati uccisi o mutilati in Iraq dall'inizio dell'anno, alcuni dei quali utilizzati in attacchi suicidi dai jihadisti dello Stato islamico (EI).


    Come proteggere i bambini dai pericoli potenziali di facebook?

    I genitori dovrebbero parlare con i loro figli su facebook, evitare i pericoli e spiegare gli strumenti a loro disposizione per proteggere la propria privacy sui social network.
    http://www.psycho-bien-etre.be/psycho/adolescent/les-dangers-des-reseaux-sociaux-et-surtout-facebook

     

    Facebook è pericoloso?

     

     La nuova generazione è nata con Facebook e non gode genitori. Lo studio rivela che l'80% di 13/16 anni, dispone di un account e collegare regolarmente. Così, i genitori stanno cercando di crescere i propri figli, il 58% di loro hanno già avuto una conversazione sui pericoli di Internet e Facebook. 79% dei genitori intervistati ritiene che il social networking è un pericolo reale per adolescenti e giovani. Gli utenti ritengono che la sicurezza 59% non è molto efficace e che la rete può essere pericoloso. Il 67% dei genitori è d'accordo che i bambini appaiono nel loro amici a fare un po 'di monitoraggio.

    Su Facebook, i genitori hanno molto particolare paura della pedofilia. Alcuni utenti pretendono di bambini, nel tentativo di convincere la loro preda. Facebook anche fatto i titoli della stampa nella categoria Varie. Alcuni sono stati umiliati sul social network, altri sono stati ricattati ... Gli adolescenti possono vivere male questa mostra, sono disposti a suicidarsi per non vivere l'ennesima umiliazione su Facebook.

    http://www.begeek.fr/facebook-est-nocif-pour-79-des-parents-et-59-des-enfants-80016

     

     

    giovedì 23 ottobre 2014

    La legge e la sessualità


    Da 16 anni, Belgio (a) minore (e) può legalmente fare sesso (etero o omo), è per questo che si chiama consenso sessuale.
    Tuttavia, la maggiore età è di 18 anni.
    Tra il 16 e il 18, il minore può avere rapporti sessuali, ma è ancora un civile e quindi soggetta minore all'autorità parentale. Questo particolare permette ai genitori di avere il controllo sulla loro relazioni figlio.
    In meno di 16 anni, i rapporti sessuali sono vietati. Infatti, il codice penale definisce una serie di divieti, come per l'assalto indecente e lo stupro, come abbiamo seguito.
    Per anni, gli avvocati e giudici hanno chiesto chiarimenti e armonizzazione delle norme riguardanti l'età minima per il sesso con licenza tra (a) e maggiore (su) un minore.
    Il 29 ottobre 2009, la Corte Costituzionale ha chiarito l'interpretazione della legge sul sesso consensuale in un (a) un minore tra i 14 ei 16 anni. Se i consensi minori di 14 anni "volontariamente e consapevolmente" penetrazione sessuale, non c'è stupro. A seconda delle circostanze, l'atto rimane punibile. Questo sarà le modalità di offesa al pudore si applicherà là invece di continuare le disposizioni di stupro (molto più difficile).
    !!! Si noti che il concetto di stupro è scomparso dal codice penale per diversi anni.L'offesa al pudore
    L'offesa al pudore è una violazione di integrità sessuale. Si tratta di un reato, ma non è giuridicamente definito. Art. 374 del Codice Penale afferma solo che "l'attacco esiste ogni volta che c'è l'inizio di esecuzione." Per è stabilito l'attacco alla violazione modestia, ci deve essere un atto fisico fino alla vittima nella sua modestia, che l'atto è di una certa entità, il reato è intenzionale e dipende anche dall'età della vittima.• 16 anni prima
    E 'vietato qualsiasi rapporto sessuale. Si ritiene pertanto che non vi molestie sussiste il consenso o meno (il) minore (e), anche senza violenza o minaccia, o se l'attacco non è stata commessa sul (il ) minore (e), ma con il suo aiuto.
    L'assenza di consenso (la) minore (e) è una presunzione che non può contraddire. Qui di seguito 16, perché vi sia indecente, quindi è sufficiente per dimostrare che, al momento, la vittima era sotto i 16 anni, per portare la "onere della prova", c vale a dire, per dimostrare le sue affermazioni.
    Estratto del codice penale
    Art. 372: "Ogni offesa al pudore commesso senza violenza o minaccia alla persona o tramite la persona di un figlio di entrambi i sessi di età inferiore ai sedici anni di età, è punito reclusione (cinque a dieci anni). "
    (È punito con la reclusione da dieci a quindici anni il tentativo di commettere aggressioni, senza violenza o minaccia per qualsiasi ascendente o la presa in consegna la persona o con la persona di un minore, anche sedici anni fatto ma non emancipato dal matrimonio. (La stessa penale sarà applicata se il colpevole è o il fratello o la sorella della vittima minorenne o qualsiasi persona che occupa una posizione analoga all'interno della famiglia, o qualsiasi persona convivente regolarmente o occasionalmente con lei e che ha autorità su di lei.)
    Art. 373: "L'offesa al pudore commesso con violenza o minaccia a persone di entrambi i sessi, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni.
    La pena deve essere (di prigionia) per dieci-quindici anni, se il minore era sotto dei sedici anni di età. "• dopo 16 anni
    I rapporti sessuali sono consentiti. Tuttavia, se gli atti di un indecenti sessuale, violento o minaccioso, sarà considerato. Dobbiamo quindi dimostrare che non c'era consenso della vittima per portare la "onere della prova", vale a dire, per dimostrare le sue affermazioni.
    Estratto del codice penale
    Art. 373: "L'offesa al pudore commesso con violenza o minaccia a persone di entrambi i sessi, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni.
    Se l'attacco è stato commesso nei confronti di un minorenne oltre sedici anni di età, il colpevole subirà la reclusione (da cinque a dieci anni).Stupro
    Art. 375 del codice penale definisce lo stupro come "qualsiasi atto di penetrazione sessuale, di qualsiasi genere e con qualsiasi mezzo, impegnati su una persona che non consenso."
    Non esiste consenso in cui l'atto è stato imposto con la violenza, la coercizione o inganno o è stato reso possibile a causa di una disabilità o di disabilità fisica o mentale della vittima. "
    La durata delle pene detentive sarà diverso, a seconda dell'età del minore sul quale è avvenuto il ratto.• prima dei 14 anni
    Qualsiasi atto di penetrazione sessuale è considerato stupro con violenza.
    L'assenza di consenso (la) minore (e) è una presunzione che non può contraddire.
    Estratto del codice penale
    Art. 375 "è considerato stupro con violenza qualsiasi atto di penetrazione sessuale, di qualsiasi genere e con qualsiasi mezzo, commesso contro un bambino che non ha raggiunto l'età quattordici anni di età. In questo caso, la pena è della reclusione di quindici-venti anni. Sarà la reclusione da venti trenta 

    anni se il bambino era sotto i 10 anni di età. "

    • Tra il 14 e il 16
    Dal 29 ottobre, 2009, la Corte Costituzionale ritiene che da 14 anni, non ci sarà lo stupro se la persona intenzionalmente e consapevolmente consenso alla penetrazione sessuale.
    Tra il 14 e 16 se la mancanza di consenso non è stabilito, e anche se è certo che ci fosse consenso, le disposizioni in materia di offesa al pudore (vedi paragrafo precedente) applicare ogni volta che l'accusa ritiene opportuno ma non violentare disposizioni.
    Qualsiasi atto di penetrazione sessuale, commesso su una persona che non acconsente è considerato stupro.
    Estratto del codice penale
    Art. 375: ". Se il reato è stato commesso nei confronti di un bambino di età superiore ai 14 anni e sotto i 16 anni di età, il colpevole è punito con la reclusione da quindici a venti anni"• dopo 16 anni
    Qualsiasi atto di penetrazione sessuale, commesso su una persona che non acconsente è considerato stupro.
    Estratto del codice penale
    Art. 375: "Se il reato è stato commesso nei confronti di un minore di età superiore a 16 anni, l'autore del reato è punito con la reclusione da dieci a quindici anni."Un tripudio minore (e)
    Art. 379 del capitolo VI del codice penale per quanto riguarda in particolare la sommossa minore (e).
    Per stabilito il reato minore di dissolutezza, ci deve essere un atto fisico che in attesa della morale, incitando, promuovere o facilitare la dissolutezza, la prostituzione o la corruzione di un (e) minore (e) richiede che la vittima sia un minore, è necessario che lo scopo della dissolutezza è quello di soddisfare le passioni degli altri (gli altri possono essere sia il minore che ha partecipato in atti sessuali, o terza).
    Ha bisogno di essere l'attività sessuale tra due persone, di cui almeno uno è un minorenne.
    Un tripudio minore è invece associata ad atti di corruzione e della prostituzione al minore / maggiore rapporto. Queste nozioni di dissolutezza, la corruzione, la prostituzione non è definita nel codice penale.
    Estratto del codice penale
    Art. 379: "Chiunque ha tentato la morale di incitamento, promuovere o facilitare, per soddisfare le passioni di un altro, dissolutezza, corruzione o la prostituzione di un minore di uno o l'altro sesso, è punito con la reclusione (da cinque a dieci anni) e una multa "(...). "Lui sarà punito (reclusione) dieci a quindici anni e con la multa (...) se il minore è di età inferiore ai sedici anni di età." (....) "La pena è della reclusione da quindici a venti anni e con la multa (...), se il minore è di età inferiore ai quattordici anni."Denuncia
    Il requisito è un concetto generale di diritto: la durata oltre la quale un ricorso non è ricevibile.
    Il termine di prescrizione per l'offesa al pudore, stupro o sommossa minore, decorre dal giorno in cui la vittima è di 18 anni.
    Il termine di prescrizione è di 15 anni, vale a dire, si perde il diritto di lamentarsi dopo 15 anni dal tuo 18 ° compleanno.
    Se una denuncia viene presentata nei confronti di un minore, egli può essere perseguito davanti al tribunale per i minorenni.


    In conclusione
    Vediamo che tutto questo è abbastanza complesso: da un lato il codice penale, e anche i genitori, che hanno il diritto e il dovere di monitorare la datazione del loro bambino fino alla sua maggioranza e esercitare il l'autorità dei genitori.
    Una serie di parole, come offesa al pudore, dissolutezza ... che non sono chiaramente definiti, sono utilizzati in questi articoli del codice penale.
    Essi causano un sacco di confusione per i giovani minori (s) in questione (s) e dei loro genitori, ma anche per i giudici. Tuttavia, esistono e possono essere usati in caso di denuncia. E 'il giudice che "apprezza" nel caso di dissolutezza minore di offesa al pudore.
    Ci sono poche condanne e un giudice ad un altro, ci potrebbe essere opinioni diverse. Ricorda che quando si tratta di all'ergastolo nel codice penale, questo è ovviamente destinato a più di 18 anni. Un giovane minatore potrebbe comparire davanti al tribunale dei minori se il comportamento grave.

    http://www.jeminforme.be/vie-affective-familiale/droits-avant-18-ans/la-loi-et-la-sexualite

    giovedì 12 giugno 2014

    L’operazione contro i pedofili che adescavano le vittime su Netlog

    i - 09/04/2014 - Cercavano approcci con minorenni tra i 12 e i 15 anni sulla community online 

     

    Adescavano ragazzine tra i 12 e i 15 anni sulla community on line di Netlog, dove tentavano di procurarsi i loro riferimenti on line, spacciandosi per coetanei. Una volta ottenuta la loro fiducia, attraverso Messenger, Skype e WhatsApp cercavano di convincere le minorenni a inviare loro filmati e foto a contenuto erotico. La polizia postale di Udine ha scoperto e smantellato una comunità di pedofili, di età compresa tra i 29 e i 54 anni (oltre a due ultrasessantacinquenni). In totale, sono 24 gli indagati (con 27 perquisizioni) coinvolti nell’operazione ribattezzata «Micione mio» e scaturita dalla denuncia partita dai genitori di una 12enne adescata. 


    LA COMUNITÀ DI PEDOFILI SMANTELLATA – Durante l’indagine gli inquirenti hanno scoperto un meccanismo di scambio di informazioni, contatti e materiale pedopornografico. Nell’abitazione di uno degli indagati hanno scoperto anche un archivio, con tanto di nomi, età e numeri di cellulare, dove erano conservati i contatti delle minorenni adescate on line. Tutto corredato anche da considerazioni e dettagli erotici. Sono emersi 7mila messaggi WhatsApp e 106 contatti Messenger. Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore di Trieste, Cristina Bacer, puntano ora a capire il numero delle adolescenti cadute nella rete. Tra le persone indagate ci sono impiegati, liberi professionisti, studenti, operai e pensionati. Tra loro, anche quattro recidivi per reati analoghi: dalla pornografia minorile, passando per la tentata o consumata violenza sessuale.  Sequestrati, con una serie di perquisizioni in diverse città della penisola, 22 computer, 46 hard disk, 508 supporti CD e DVD, 46 pen drive usb, 50 telefoni cellulari e sim card, 11 memory card e documentazione varia ritenuta utile per il proseguimento delle indagini.
    LA 12ENNE ADESCATA E LA DENUNCIA – Tutto era partito dalla denuncia dei genitori di una dodicenne della provincia di Udine, circa un anno fa. Una volta adescata, la minorenne era stata indotta a inviare filmati e immagini che la riprendevano in atteggiamenti erotici.  La ragazzina è stata salvata dall’adescamento di un cinquantenne, con precedenti penali per tentata violenza sessuale. L’uomo, residente nel centro Italia, l’aveva contattata sulla community “Netlog”, spacciandosi per un adolescente come lei. Poi, dopo aver fatto finta di condividere interessi e aver instaurato un rapporto di fiducia, aveva deviato la conversazione su temi a sfondo sessuale. Fino a spingere per ottenere un incontro
    http://www.giornalettismo.com/archives/1448485/loperazione-contro-i-pedofili-che-adescavano-le-vittime-online/

    lunedì 5 maggio 2014

    Giornata nazionale di lotta alla pedofilia e pedo pornografia




    di Serena Benedetti ECPAT Italia Onlus

    5 MAGGIO. Non voltiamoci dall’altra parte, è ora di rompere la cultura del silenzio. In occasione della Giornata nazionale di lotta alla pedofilia e alla pedopornografia ECPAT Italia riporta l’attenzione sul tema della prostituzione minorile nel nostro Paese e sul rischio di sfruttamento sessuale a danno di minori in vista dei Mondiali in Brasile. Temi scomodi che necessitano di un intervento urgente da parte non solo delle istituzioni, ma di tutta la società civile. Dal caso delle Baby squillo del quartiere bene di Roma, ai bambini prostituiti di Genova, ai casi di pedofilia a Viareggio fino all’arresto dell’ambasciatore italiano a Manila, la cronaca quotidiana sottolinea l’urgenza di una politica più aggressiva sul tema capace di mettere un freno al libero mercato che coinvolge sempre di più bambini e bambine nel mercato del sesso.

    Prostituzione minorile e internet. La Giornata nazionale lotta alla pedofilia e pedopornografia offre l'occasione ad ECPAT di tornare a sottolineare il legame sempre più stretto tra prostituzione minorile e internet. Un fenomeno che rischia di espandersi sempre di più se non si attuano politiche di contrasto e di prevenzione all’interno delle scuole. La rete, i social network restano il luogo preferito da pedofili e offenders per adescare le loro vittime. Promuovere quindi una cultura sull’uso consapevole di questi mezzi sia tra i ragazzi, ma anche e soprattutto tra gli adulti diventa conditio sine qua non per contrastare efficacemente il fenomeno. Per questo la campagna Navigare in rete senza pericoli di ECPAT con i suoi 17 consigli pratici e le sue formazioni nelle scuole e nelle aziende resta il fiore all’occhiello di tutta l’attività di sensibilizzazione dell’associazione in Italia.

    Turismo sessuale a danno di minori. Sebbene non si può affermare che un evento come quello dei Mondiali 2014 comporterà un aumento certo dello sfruttamento di minori è vero che il rischio che ciò si verifichi è molto elevato. Il Brasile è un Paese in cui il 30 per cento della popolazione e circa la metà dei minori vive sotto la soglia di povertà (ossia circa 28 milioni di persone); e dove, nel 2011, circa 250mila minori sono stati vittime di prostituzione e in cui, ogni anno, 500mila bambini e ragazzi al di sotto di 18 anni sono vittime di sfruttamento e violenze sessuali. Per questo ECPAT è in campo con la campagna internazionale “Non voltarti dall’altra parte” promossa da ECPAT France e finanziata dall’Unione Europea e dal Sesi ( ente brasiliano per i servizi sociali) con l’obiettivo di sensibilizzare i turisti in partenza per il Brasile a restare tifosi responsabili, ricordando loro che ricorrere alla prostituzione minorile è un reato che prevede la reclusione non solo in Italia ma anche all’estero. Testimonial dell’iniziativa oltre al giocatore brasiliano Kakà anche il leader dei Nomadi Beppe Carletti.

    Comunica con ECPAT. La prostituzione minorile, la pedofilia, la pornografia minorile, il traffico di bambini. Sono anni che li studiamo e li combattiamo. E ogni volta ci rendiamo conto che non ce la facciamo. Non è come nelle favole: nella vita reale il lupo mangia cappuccetto rosso. E il cacciatore, per un motivo o per l'altro, chiude un occhio. ECPAT in questa importante giornata chiede a tutti di aprire gli occhi, di guardare, e di affrontare il problema. Chiede alle istituzioni e alla società civile nel suo complesso di aiutarla nella sua attività di sensibilizzazione e di informazione. Chiede di usare i mezzi di comunicazione, la rete, i social network per dire no allo sfruttamento sessuale dei minori, per ridare dignità e voce a queste piccole vittime innocenti. 

    http://social.tiscali.it/articoli/news/14/05/ecpat_giornata_pedofilia.html 

    domenica 6 aprile 2014

    Pedofilia: da domani in vigore la nuova norma per insegnanti e baby sitter

    Chiunque lavori a contatto con minori, dovrà presentare il certificato penale da cui si evinca che non ha commesso reati contro gli stessi minori.

     

    Da domani, chi assume personale impiegato a contatto con minori dovrà richiedere il certificato penale del casellario giudiziale al lavoratore per verificare che non abbia commesso reati contro i minori (prostituzione e pedofilia in particolare). Il datore di lavoro che non richiedesse questo certificato, verrà multato con una somma da 10 mila a 15 mila euro. Il decreto legislativo 39/2014 è in realtà in vigore fin da oggi, ma gli uffici sono chiusi essendo domenica.
    Si tratta di una norma che l’ordinamento italiano fa sua per adeguarsi alla direttiva dell’Unione Europea contro l’abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e contro la pornografia minorile. Non vale per i volontari e per i lavoratori non dipendenti. Il ministero dell’Istruzione sta preparando una circolare ad hoc per specificare le modalità con cui la nuova legge dovrà essere applicata a tutti quelli che nelle scuole vengono a contatto con i bambini, dai professori a chi lavora per progetti integrativi, ai bidelli.
    L’obiettivo è applicare correttamente la legge, ma anche tutelare i dirigenti, evitando complicazioni burocratiche e amministrative. I presidi, però, rassicurano: “Niente panico”. L’Associazione nazionale della categoria, sul proprio sito, commenta: “Ferme restando tutte le riserve su questo modo di procedere, va però ricordato che il certificato in questione è prodotto obbligatoriamente da tutti i pubblici dipendenti all’atto dell’assunzione e che non deve essere ulteriormente ripresentato fino a quando non si verifichino variazioni suscettibili di incidere sullo status. Quindi, almeno per questa volta, niente panico”.
    E ancora: “Le scuole non devono fare proprio nulla, se non essere particolarmente attente per quanto riguarda la documentazione dei supplenti annuali e temporanei, per i quali l’obbligo di produrre i documenti di rito si rinnova con il primo rapporto di impiego stipulato dopo l’aggiornamento periodico delle graduatorie in base alle quali sono nominati”. Per il personale non scolastico, impiegato per progetti promossi dalle scuole vantaggio degli alunni, “il relativo certificato generale del casellario giudiziario potrà essere richiesto alla Procura della Repubblica presso il tribunale di riferimento, Ufficio locale del Casellario giudiziario, anche via internet, utilizzando software specifici per l’attivazione della procedura Cerpa”.
    Il ministero della Giustizia ha fatto sapere che i certificati verranno rilasciati “entro qualche giorno dalla richiesta”. Il datore di lavoro, in una prima fase, potrà anche solo richiedere la dichiarazione sostitutiva del lavoratore, in attesa del certificato originale. Un’autocertificazione in cui il lavoratore dovrà dichiarare
    “l’assenza a suo carico di condanne per taluno dei reati di cui agli articoli 600-bis, 600-ter, 600-quater, 600- quinquies e 609-undecies del codice penale, ovvero dell’irrogazione di sanzioni interdittive all’esercizio di attività che comportino contatti diretti e regolari con minori”.. Le vere novità, dunque, sono per i club sportivi privati e le famiglie, alle prese con l’assunzione di baby sitter e tate
    http://cronacaeattualita.blogosfere.it/post/513947/pedofilia-da-domani-in-vigore-la-nuova-norma-per-insegnanti-e-baby-sitter?utm_source=fb&utm_medium=ed&utm_campaign=Facebook:%20Blogo/week-end

    domenica 23 marzo 2014

    Pedofilia on line emergenza non si ferma. Don di Noto: bambini troppo soli in rete

    Città del Vaticano (Radio Vaticana) - “L’emergenza non si ferma”, titola il Rapporto 2013 dell’Associazione Meter, nota per il suo impegno contro pedofilia e pedopornografia on line, in collaborazione con la Polizia postale. Lo studio è stato presentato ieri mattina nell’ambito del Convegno “Pedofilia e insidie del web”, organizzato dal Coisp ad Arezzo. Roberta Gisotti ha intervistato don Fortunato Di Noto, fondatore e presidente di Meter:
    Oltre 107 mila i siti Internet sospetti di attività pedofile segnalati alle autorità di Polizia da Meter dal 2003 al 2013, sono 6.139 mila i siti monitorati lo scorso anno, in netto calo – va detto – rispetto agli oltre 15 mila del 2012, grazie alle attività di contrasto degli organismi preposti, per i quali si aprono però più difficili sfide di lotta alle attività criminali nel cosidetto deep weeb, la rete sommersa, dove navigare con appositi programmi per rendersi invisibili. Meter ne ha scovati oltre 56 mila nel 2012. Nel Rapporto, un appello a non lasciare soli nella Rete i bambini, che già ad 8 anni hanno una mentalità digitale che li porta a condividere emozioni e giochi nel mondo virtuale. E spesso, sono perfino i minori a produrre e postare volontariamente materiale a sfondo sessuale. Don Fortunato di Noto:
    R. - E’ la riconferma ulteriore che la pedofilia, la pedopornografia - che non solo è reale, ma è veicolata anche attraverso il web - è veramente una nuova forma di schiavitù. Ci sono tantissimi milioni di bambini coinvolti in forme aberranti anche di sfruttamento sessuale, schiavi di gruppi o di persone che abusano di loro e oltre a quello producono anche materiale - video e foto - che immettono attraverso la rete Internet in canali, sia visibili che nascosti, come il deep web. Dobbiamo sicuramente fare sempre di più, impegnarci a far sì che questo contrasto che deve avvenire nel mondo reale, quindi a priori, avvenga in maniera decisiva e determinante.
    D. - Don Di Noto, parliamo di deep web - ovvero la Rete invisibile - di cui a dir la verità la massima parte degli utenti non sono a conoscenza…
    R. - Non sono a conoscenza, perché questo nuovo mondo - 550 volte circa più grande del mondo visibile, quindi immaginate un vastissimo mondo virtuale - dove ormai si è spostato il malaffare e la criminalità, e quindi di conseguenza anche lo sfruttamento sessuale dei bambini, sfrutta meccanismi sofisticatissimi che anche le Forze dell’ordine non riescono a controllare adeguatamente, proprio perché c’è quasi il massimo dell’anonimato. Questa è veramente la nuova sfida. Si tenga conto che è vero che noi abbiamo i social network visibili, ma anche lì dentro ci sono social network invisibili. Quasi un mondo parallelo. Un mondo che inquieta da una parte, anche se dall’altra parte sappiamo che ci sono elementi positivi come lo scambio di informazioni o per i ricercatori o per la medicina. Però è anche vero che nel 90% dei casi è un mondo criminale.
    D. - Don Di Noto, si fa un gran parlare dei dati che mettiamo, in gran parte volontariamente, sui social network, ma si parla poco di questo deep web. C’è un sistema, tecnicamente, per sapere se il computer di nostro figlio ha accesso a questa rete invisibile?
    R. - I genitori, ancora una volta, dovrebbero iniziare una scuola di alfabetizzazione digitale: nonostante tutto il boom del digitale e anche la promozione positiva dell’utilizzo dei social network, non abbiamo una consapevolezza dello strumento, dell’ambiente digitale in cui noi andiamo a vivere e viviamo in maniera reale. Certo, l’avere un controllo al cento per cento dei computer o degli smartphone che diamo nella mani dei nostri bambini per la prime comunioni come regalo io credo che diventi molto più difficile… Si possono inserire software di controllo, ma la cosa più importante è sempre investire più sulla conoscenza del mezzo e dell’ambiente digitale.
    D. - Si può dire che la prima difesa è comunque la conoscenza dei problemi, la conoscenza del male…
    R. - Sì, soprattutto, perché dobbiamo saper conoscere il male. Oggi, noi pensiamo che il male sia anche il bene e il bene sia anche il male. Il male ha un nome e un cognome: basti pensare al meccanismo dell’adescamento. L’adescamento nasce dalla gratificazione affettiva, nasce dalla sollecitazione del riempimento di solitudine dei nostri ragazzi. Molte volte nei ragazzi, che non hanno spesso punti di riferimento certi, costanti, affettivi è normale che il male si insidi dov’è il vuoto affettivo, il vuoto d’amore. Bisogna fare molto di più.
    D. - Meter ha avuto delle difficoltà finanziarie serie di recente…
    R. - Ancora oggi ha delle difficoltà serie e molto serie. Io mi appello veramente agli uomini di buona volontà e mi appello alla mia Chiesa, di cui io sono un umile servitore, come sacerdote, come parroco, di avere un’attenzione per questa realtà che ormai da più di 20 anni opera nelle cosiddette favelas tecnologiche, ma anche nella vita del dolore dei bambini. Abbiamo bisogno, abbiamo bisogno di risorse per continuare a fare l’opera che facciamo nella Chiesa e nella società.
    http://www.pccs.va/index.php/it/news2/attualita/item/2202-pedofilia-on-line-emergenza-non-si-ferma-don-di-noto-bambini-troppo-soli-in-rete


    La disposizione degli articoli e?