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martedì 31 luglio 2012

Torna libera Michelle Martin moglie del mostro di Marcinelle

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La donna era stata condannata nel 2004 dalla Corte d’assise di Arlon dopo l'arresto avvenuto nel 1996. Avendo però già scontato più della metà della pena aveva il diritto di chiedere la libertà condizionata, cosa che ha fatto per ben cinque volte. L'ultima richiesta è stata ora accolta dal tribunale di Mon


Condannata a 30 anni per aver aiutato il marito a sequestrare e violentare sei ragazzine, due delle quali furono lasciate morire di fame e di sete, torna libera la moglie Marc Dutroux., il pedofilo denominato  il mostr do Marcinelle. La magistratura belga, che aveva già negato la liberazione nel settembre dell’anno scorso, oggi ha autorizzato la scarcerazione di Michelle Martin. Le vittime, rapite e abusate, venivano nascoste in un vano ricavato nella cantina della sua villetta.
La donna era stata condannata nel 2004 dalla Corte d’assise di Arlon dopo l’arresto avvenuto nel 1996. Avendo però già scontato più della metà della pena aveva il diritto di chiedere la libertà condizionata, cosa che ha fatto per ben cinque volte. L’ultima richiesta è stata ora accolta dal tribunale di Mons. L’ex complice di Detroux, da cui è dovorziata dal 2003, uscirà quindi dal carcere per ritirarsi nel monastero delle Clarisse a Malonne, località a un centinaio di chilometri a Sud di Bruxelles. Quando si era profilata la liberazione lo scorso anno la Francia, dove la donna avrebbe voluto recarsi sempre in un convento, fece sapere che la Martin non era gradita. Nel maggio del 2011, infatti, i giudici avevano già dato il suo via libera alla libertà anticipata per la donna, ma il piano di reinserimento che prevedeva l’ingresso della donna in un convento in Francia non era stato poi attuato per il rifiuto opposto dalle autorità francesi. La donna, 51 anni, è stata riconosciuta colpevole di aver sequestrato, con il marito, le giovani vittime del pedofilo e di aver lasciato morire di fame le piccole Julie Lejeune e Melissa Russo di 8 anni. Il caso provoco’, in Belgio ma non solo, orrore e emozione. Condannato all’ergastolo Dutroux si più volte lamentato delle condizioni di detenzione paragonando almeno in un caso la sua prigione al campo di concentramento di Buchenwald”.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/07/31/pedofilia-torna-libera-moglie-del-mostro-di-marcinelle/311505/

mercoledì 4 luglio 2012

“Siamo pedofili e ce ne vantiamo”


28/06/2012 - Il gruppo Martijn è stato vietato nei Paesi Bassi perché reputa positivo il sesso tra adulti e bambini 

 

I PRO PEDOFILI -Un tribunale olandese ha vietato ieri un’associazione di pedofili. Il gruppo, molto controverso, si chiama Martijn, e conta una sessantina di associati, che si battono per far accettare il sesso tra adulti e bambini. I magistrati di Assen ne hanno ordinato l’immediata chiusura, perché minaccia l’ordine pubblico. Secondo il tribunale olandese la pedofilia rappresenta un comportamento orribile, né normale né accettabile. Martijn lede inoltre i diritti dei piccoli, perché i bambini non sono in grado di difendersi rispetto agli approcci erotici degli adulti. A novembre un tribunale penale aveva rifiutato di procedere contro l’associazione fondata nel 1982. La procura allora si è appellata alla magistratura civile, che ha accolto la sua richiesta di divieto. Martijn promuove un sito che offre secondo i giudici una rete di supporto digitale e sociale ai criminali che molestano i minorenni.
RIFIUTO DI SCIOGLIMENTO - Il presidente dell’associazione pro pedofilia Marthijn Uittenbogaard ha definito la sentenza un giorno nero per la libertà di espressione e per lo stato di diritto. Il suo avvocato ha confermato l’intenzione di appellarsi contro il divieto, già comunicata nei mesi scorsi, visto che l’associazione non compie alcun reato, ma promuove la causa di chi apprezza il sesso tra adulti e bambini. Il precedente presidente del gruppo Martijn, Ad van den Berg, era stato condannato a più anni di prigione a causa del possesso di materiale pedopornografico. Van den Berg si era difeso sostenendo che i filmati e le foto a luci rosse con protagonisti i bambini servivano a scopo di ricerca. Anche a causa di questo caso era partita una petizione firmata da 72 mila olandesi che chiedevano lo scioglimento di Martijn. L’anno scorso si era scoperto che c’era anche un prete cattolico all’interno del consiglio direttivo del gruppo.
http://www.giornalettismo.com/archives/388063/siamo-pedofili-e-ce-ne-vantiamo/

venerdì 15 giugno 2012

I diritti dei minori visti dai minori



Numerose altre informazioni sull’Unione europea sono disponibili su Internet consultando
il portale Europa (http://europa.eu).
Una scheda catalografica figura alla fine del volume.
Lussemburgo: Ufficio delle pubblicazioni dell’Unione europea, 2011
ISBN 978-92-79-19043-8
doi:10.2758/60869
© Unione europea, 2011
Riproduzione autorizzata con citazione della fonte.
Il presente sondaggio è stato condotto per conto della direzione generale della Giustizia con il coordinamento dalla direzione generale
della Comunicazione.
Il presente documento non rappresenta il punto di vista della Commissione europea.
Le interpretazioni e le opinioni ivi contenute sono imputabili esclusivamente agli autori.
Europe Direct è un servizio a vostra disposizione per aiutarvi
a trovare le risposte ai vostri interrogativi sull’Unione europea.
Numero verde unico (*):
00 800 6 7 8 9 10 11
(*)Alcuni gestori di telefonia mobile non consentono l’accesso ai numeri 00 800
o non ne accettano la gratuità
.http://ec.europa.eu/justice/fundamental-rights...

martedì 12 giugno 2012

Giornata mondiale contro il lavoro minorile 2012. Intensificare la lotta contro il lavoro minorile

 

 

Resta ancora ampia la distanza tra la ratifica delle Convenzioni sul lavoro minorile e le concrete misure intraprese dai governi per affrontare il fenomeno, afferma l’ILO in un rapporto pubblicato in occasione del 10º anniversario della Giornata mondiale contro il lavoro minorile celebrata ogni anno il 12 giugno.

 GINEVRA (ILO News) — Resta ancora ampia la distanza tra la ratifica delle Convenzioni sul lavoro minorile e le concrete misure intraprese dai governi per affrontare il fenomeno, afferma l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) in un rapporto pubblicato in occasione del 10mo anniversario della Giornata mondiale contro il lavoro minorile celebrata ogni anno il 12 giugno1.

Non si può essere soddisfatti se pensiamo che sono ancora 215 milioni i bambini e le bambine che lavorano per sopravvivere »
« Non si può essere soddisfatti se pensiamo che sono ancora 215 milioni i bambini e le bambine che lavorano per sopravvivere e più della metà sono sottoposti alle peggiori forme di lavoro minorile, come la schiavitù e la partecipazione ai conflitti armati. Non possiamo accettare che l’eliminazione del lavoro minorile faccia passi indietro nelle priorità dell’agenda dello sviluppo. Tutti i paesi devono impegnarsi per raggiungere questo obiettivo, individualmente e collettivamente », ha dichiarato il Direttore Generale dell’ILO, Juan Somavia.

Le nuove stime, rese note lo scorso 1 giugno, ci dicono che circa 5 milioni di bambini e bambine sono vittime del lavoro forzato, che comprende condizioni tra cui lo sfruttamento sessuale e la servitù per debiti, e questa cifra è senza dubbio sottostimata2.

Le Convenzioni dell’ILO sull’età minima per l’accesso all’impiego (n.138) e quella sulle peggiori forme di lavoro minorile (n.182), hanno raggiunto il più elevato numero di ratifiche rispetto a tutte le Convenzioni dell’ILO. Su 185 Stati membri dell’Organizzazione, l’88 per cento ha ratificato la Convenzione 138 e il 95,1 per cento ha ratificato la 182. L’obiettivo è raggiungere la ratifica universale entro il 2015.

Nonostante ciò, secondo il nuovo rapporto dell’ILO Tackling child labour: from commitment to action (« Combattere il lavoro minorile: dall’impegno all’azione »), i progressi compiuti nel contrastare questo fenomeno aberrante sono stati spesso frenati dall’incapacità di tradurre gli impegni assunti in azioni concrete.

Secondo il rapporto, il divario più ampio tra impegno e azione si osserva nel settore dell’economia informale, dove hanno luogo la maggior parte delle violazioni dei diritti umani fondamentali. I minori delle zone rurali e agricole, così come i figli dei lavoratori migranti o delle popolazioni indigene, sono quelli più esposti al lavoro minorile.

L’ILO segnala inoltre che sono relativamente pochi i casi di lavoro minorile che vengono giudicati dai Tribunali nazionali e le sanzioni contro queste violazioni sono spesso troppo indulgenti per poter costituire un deterrente efficace contro lo sfruttamento dei minori. Questo vuol dire che è necessario rafforzare a livello nazionale gli organi giudiziari e le forze dell’ordine nonché i programmi di protezione delle vittime.

Se da un lato si sottolinea la necessità di fare di più, dall’altro l’ILO evidenzia anche gli importanti progressi raggiunti in molti Stati, tra cui:
  • Sono sempre di più i paesi che adottano Piani nazionali per contrastare il lavoro minorile.
  • Aumenta il numero di divieti legislativi il cui scopo è identificare e prevenire quelle attività lavorative ritenute pericolose per il minore.
  • Sempre più Paesi adottano leggi contro la prostituzione e la pornografia dei minori.
  • Si registra una maggiore cooperazione internazionale e collaborazione tra Stati membri, soprattutto per quanto riguarda la tratta di essere umani.

« Dovremmo anche prendere esempio e ispirazione da politiche e programmi nazionali esistenti per garantire un più efficace contrasto al lavoro minorile in tutti i paesi del mondo », ha affermato Somavia ed ha aggiunto « Lavoro dignitoso per i genitori e istruzione per i bambini e le bambine, sono elementi indispensabili per lo sradicamento del lavoro minorile. Moltiplichiamo i nostri sforzi e andiamo avanti sulla strada tracciata nella Roadmap adottata a L’Aia nel 2010 che prevedeva l’eliminazione delle peggiori forme di lavoro minorile entro il 2016 ».

Le Convenzioni dell’ILO proteggono i minori dall’esposizione al lavoro minorile. Insieme agli altri strumenti internazionali in materia di diritti dei bambini, dei lavoratori e dei diritti umani, rappresentano un quadro di riferimento importante per le legislazioni, le politiche e le azioni contro il lavoro minorile.

Nota ai redattori

  • La Giornata contro il lavoro minorile, celebrata ogni anno il 12 giugno, è l’incontro più importante di mobilitazione contro questo fenomeno. Il tema scelto per il 2012 è « Diritti umani e giustizia sociale: mettiamo fine al lavoro minorile ». Sono oltre 50 i paesi in cui vengono organizzati eventi per celebrare questa giornata su iniziativa di governi, imprenditori, lavoratori, Nazioni Unite, Ong e organizzazioni della società civile.
  • Per ulteriori informazioni o interviste ad esperti contattare il Programma dell’ILO per l’eliminazione del lavoro minorile: + 4122/799 6164 o +4176/771-3085 (English), +4122/799-7037 or +4176/371-1252 (English, Spanish), o +41799-6618 or +4176/7173-647 (English, French) o via email: ipec@ilo.org
1 Il Policy Note si basa su due rapporti presentati alla Conferenza Internazionale del Lavoro 2012 Fundamental principles and rights at work: From commitment to action e Giving globalization a human face.
2 ILO Global Estimate of Forced Labour

venerdì 8 giugno 2012

La Polizia Postale CHIUDE tutte le sezioni



by Polizia Postale Official Web Site Fan

Amici, vi scrivo per dirvi semplicemente "GRAZIE"...

Grazie per tutta la vostra solidarietà, che state dimostrando tutti i giorni sostenendo attivamente la nostra iniziativa "VERGOGNA".

"La Polizia Postale CHIUDE tutte le sezioni, questi sono stati i primi TAGLI del nostro "GOVERNO".

Questa decisione sarebbe a vantaggio della criminalità diffusa on line e della pedopornografia diffusa sul web.
Se dopo aver letto questo articolo la pensi come noi, puoi mandare un E-mail con scritto "VERGOGNA" direttamente al ministro tramite l'indirizzo riportato: scrivialministro@interno.it

La Polizia postale e delle Comunicazioni ha assunto i connotati con cui la conosciamo oggi, e ci viene invidiata dagli organismi investigativi delle polizie di tutto il mondo: un nucleo di esperti investigatori radicati sul territorio capaci di monitorare la grande Rete di Internet, e di agire come “sceriffi” informatici.

Siamo vicini a tutti gli "agenti, padri e madri di famiglia che lavorano all'interno delle sezioni della Polizia postale" ♥



Andrea Mavilla 21 Maggio 2012 ore 11:15

Premessa: Se dopo aver letto questo articolo la pensi come noi, puoi mandare un E-mail con scritto "VERGOGNA" direttamente al ministro tramite l'indirizzo riportato: scrivialministro@interno.it

Buongiorno amici, non vi nascondo che oggi sono deluso, amareggiato, arrabbiato nel ricevere numerose e-mail da vari agenti della polizia postale che mi fanno presente un fatto alquanto sgradevole.

Purtroppo le voci che giravano nei mesi scorsi, sull'eventualità di una possibbile chiusura delle "SEZIONI" Polizia Postale E Delle Comunicazioni, è UFFICIALE.

Questa decisione sarebbe a vantaggio della criminalità diffusa on line e della pedopornografia diffusa sul web.


La polizia delle comunicazioni è presente su tutto il territorio nazionale attraverso i 20 compartimenti, con competenza regionale, e le 80 sezioni con competenza provinciale.

Cosa intendiamo dire quando parliamo di compartimenti, e quando parliamo di sezioni?

Come scritto poc’anzi i “compartimenti” sono collocati nelle principali regioni italiane, le “sezioni” invece sono collocate in zone distanti dai capoluoghi di regione, per poter garantire ed accogliere i cittadini provenienti dai comuni più distanti.

Cosa comporta ai comuni cittadini la chiusura delle sezioni?

Voglio farvi un semplice esempio, per poter capire il disagio che verrà causato a NOI comuni cittadini;

La signora “Maria” è stata appena truffata, vive in un piccolo paesino della Campania “Casolla in provincia di Caserta”, per poter segnalare ed esporre il suo problema dovrà recarsi alla Polizia Postale di Napoli che dista solamente 42,8 km.

Marco invece vuole segnalare un caso di pedofilia, lui vive nella bellissima città di Ferrara, per segnalare ed esporre il suo problema dovrà recarsi alla polizia postale di Bologna che dista solamente 53,1 km.

Cari amici vi è chiaro il concetto?

In poche parole un cittadino che vive nelle città lontane dai capoluoghi di provincia, per esporre una denuncia/segnalazione dovrà farsi all'incirca 40 km (se gli andrà bene).

Sul sito ufficiale della polizia postale e delle comunicazioni potrete leggere in evidenza il seguente messaggio:

L'evoluzione tecnologica degli ultimi anni ha reso indispensabile l'uso di Internet quale mezzo di scambio di informazioni, di accesso alle grandi banche dati, di esecuzione di transazioni e disposizioni finanziarie, di ideazione e creazione di nuove attività professionali.

La rapida diffusione dell'uso di Internet ha ben presto messo in evidenza i punti di debolezza della Rete stessa, in particolar modo con riferimento alla sicurezza informatica.

Quindi in un'era dove Internet viene sempre più usato da a milioni di utenti, che condividono, diffondono, scaricano, acquistano materiali di ogni genere, in Italia cosa succede?

Piuttosto che aumentare il livello di sicurezza informatico, garantendo ai cittadini la presenza costante della polizia postale su tutto il territorio,;

Andiamo ad eliminare e diminuire una delle risorse più importanti, che tutelano e proteggono i "minori" da PREDATORI DI BAMBINI.

La Polizia postale e delle Comunicazioni ha assunto i connotati con cui la conosciamo oggi, e ci viene invidiata dagli organismi investigativi delle polizie di tutto il mondo: un nucleo di esperti investigatori radicati sul territorio capaci di monitorare la grande Rete di Internet, e di agire come “sceriffi” informatici.

Sono state istituite diverse eccellenze tra cui il “Centro Nazionale per il Contrasto della Pedopornografia sulla rete Internet” oggi il punto di raccordo per la trattazione delle segnalazioni, provenienti sia da altre forze di Polizia anche straniere, sia da cittadini, da associazioni di volontariato e da Provider sugli odiosi crimini legati alla pedofilia.

Il Cnaipic (Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche), un’unità attiva h24 e volta a combattere e prevenire attacchi informatici alle strutture critiche strategiche del paese.

Oggi, la Polizia postale svolge attività d’intelligence e sicurezza telematica, di vigilanza di tutti quei reati tradizionali che hanno come fine o strumento per la loro realizzazione il mezzo informatico, e porta avanti investigazioni per la prevenzione e il contrasto delle attività terroristiche nazionali ed internazionali.

Da questi dati, verrebbe da pensare che la Polizia postale e delle Comunicazioni sia uno dei Servizi della Polizia di Stato su cui l'amministrazione voglia e debba investire di più, dal momento in cui su di essa passa una grossa fetta della sicurezza del Belpaese.

Andrebbe da se il fatto che la professionalità della Polizia postale dovrebbe per principio rimanere di altissimo livello, tramite investimenti, strutture formative adeguate e supporto di enti loca- li. Ma la realtà dei fatti è tristemente diversa.

Scusatemi ma io trovo tutto ciò semplicemente """V E R G O G N O S O """.

Andrea.
 http://www.nibiru2012.it/forum/breaking-news/la-polizia-postale-chiude-tutte-le-sezioni-140634.0.html

domenica 27 maggio 2012

Pedofilia: in Corea del Sud il primo stupratore seriale castrato chimicamente



SEUL - Nel luglio 2011 l’entrata in vigore di una particolare pena prevista per il reato di pedofilia: la castrazione chimica. All’epoca il provvedimento fu annunciato con orgoglio dal ministro della Giustizia e rappresentò la prima misura di questo tipo approvata in un paese asiatico.
            
Oggi, il noto e seguitissimo quotidiano coreano koreajoongangdaily, ha dato la notizia inerente la prima applicazione concreta della legge approvata l’anno scorso. La Corea del Sud, infatti, castrerà chimicamente uno stupratore seriale di 45 anni (indicato genericamente con il cognome di Park). L’uomo era stato già condannato per 4 episodi di violenza ed altri tentati stupri su bambine di età inferiore ai 13 anni. I fatti si sono verificati tra il 1984 ed il 2002, quando la norma che prevede la castrazione chimica per i pedofili non esisteva.
                           
La legislazione vigente, però, prevede il provvedimento nei casi di condannati ritenuti anche solo “probabili recidivi” e quindi potenzialmente pericolosi ed ha naturalmente effetto retroattivo. Nel caso specifico di Park, oltre alla recidività certa, sono presenti anche le altre due condizioni contemplate nella norma: l’età minima di 19 anni per i carnefici e quella non superiore ai 16 per le vittime. Se il famoso (e spesso contestata-confutato) “effetto deterrente” servirà a qualcosa, solo il tempo potrà dirlo. Sul web, intanto, sembrano quasi tutti concordi nell’approvare la castrazione chimica come forma di punizione per i pedofili acclarati.
            
E voi? Cosa ne pensate? Un simile “pericolo” potrebbe dissuadere persone evidentemente malate dal compiere determinati crimini? La pena di morte ha già dimostrato di funzionare poco come deterrente. Gli uomini dimostreranno di tenere maggiormente al proprio apparato riproduttivo che alla proria vita? E per le donne pedofile? Quale potrebbero essere i provvedimenti similari?
http://www.you-ng.it/index.php?option=com_k2&view=item&id=1716%3Apedofilia-in-corea-del-sud-il-primo-stupratore-seriale-castrato-chimicamente&Itemid=65 

mercoledì 23 maggio 2012

Pedofilia: CEI, non c'è obbligo di denuncia

Il Vescovo, non rivestendo la qualifica di pubblico ufficiale né di incaricato di pubblico servizio, non ha l'obbligo giuridico di denunciare all'autorità giudiziaria statuale le notizie che abbia ricevuto». Nell'ultimo decennio 135 preti accusati, 77 giunti a Magistratura

 

CITTÀ DEL VATICANO - Entrano in vigore, senza alcuna sorpresa, le annunciate linee-guida della Cei «per i casi di abuso sessuale nei confronti di minori da parte di chierici» richieste dalla Santa Sede ad ogni episcopato mondiale.
Come ampiamente previsto, il documento stabilisce che «il vescovo, non rivestendo la qualifica di pubblico ufficiale né di incaricato di pubblico servizio, non ha l'obbligo giuridico di denunciare all'autorità giudiziaria statuale le notizie che abbia ricevuto» in merito ad abusi sessuali compiuti da sacerdoti su minori. Tuttavia è «importante la cooperazione del vescovo con le autorità civili, nell'ambito delle rispettive competenze e nel rispetto della normativa concordataria civile». Una linea giurisprudenziale che non prende in considerazione la fattispecie del favoreggiamento della pedofilia e che venne preannunciata nel maggio del 2010, quando il segretario generale della Cei, mons. Mariano Crociata, spiegò che «la normativa italiana non prevede l'obbligo di denuncia in questi casi».
Le linee-guida - una decina di cartelle - espongono la procedura della prima «accurata ponderazione circa la verosimiglianza» delle notizie sugli abusi sessuali compiuti da un sacerdote su un minore, poi la «indagine previa» e il successivo procedimento canonico. «E' opportuno che una documentazione del caso rimanga nell'archivio segreto della Curia». Nel secondo capitolo le linee-guida affrontano il tema dei «rapporti con l'autorità civile». Oltre all'assenza di un obbligo di denuncia, il documento Cei prevede che, in forza del codice penale italiano (articoli 200 e 256) e della revisione del Concordato (articolo 2), «i vescovi sono esonerati dall'obbligo di deporre o di esibire documenti in merito a quanto conosciuto o detenuto per ragione del proprio ministero». Le linee-guida si concludono precisando che «ferma restando la competenza della Congregazione per la Dottrina della Fede, la procedura relativa ai singoli casi è di competenza del Vescovo del luogo ove i fatti stessi sono stati commessi. Nessuna responsabilità, diretta o indiretta, per gli eventuali abusi sussiste in capo alla Santa Sede o alla Conferenza Episcopale Italiana».
Le linee-guida contro la pedofilia erano state chieste dalla Santa Sede a tutti gli episcopati mondiali, con una lettera circolare del maggio 2011, successiva allo scoppio dello scandalo nel 2010 e il 'giro di vite' della normativa canonica voluta dal Papa. Era proprio il maggio di quest'anno la scadenza e il documento italiano, elaborato nei mesi scorsi e presentato ai vescovi riuniti in questi giorni nell'assemblea episcopale di primavera, ha già fatto «un passaggio informale ma autorevole» dalla Congregazione vaticana per la Dottrina della fede, che «ha preso atto che la Conferenza episcopale italiana ha recepito debitamente» le indicazioni vaticane, ha riferito in conferenza stampa il segretario generale della Cei, monsignor Mariano Crociata.
«Il triste e grave fenomeno degli abusi sessuali nei confronti di minori da parte di chierici sollecita un rinnovato impegno da parte della comunità ecclesiale, chiamata ad affrontare la questione con spirito di giustizia, in conformità alle presenti Linee guida», è l'esordio del documento, secondo il quale «assume importanza fondamentale anzitutto la protezione dei minori, la premura verso le vittime degli abusi e la formazione dei futuri sacerdoti e religiosi».
Le linee-guida non recepiscono, peraltro, una serie di indicazioni elencate nella circolare vaticana. Tra l'altro, quel documento raccomandava che «le autorità ecclesiastiche si impegnino ad offrire assistenza spirituale e psicologica alle vittime»; sottolineava la necessità di riservare «una diligenza particolare» al «doveroso scambio d'informazioni in merito a quei candidati al sacerdozio o alla vita religiosa che si trasferiscono da un seminario all'altro, tra diocesi diverse o tra Istituti religiosi e diocesi»; sottolineava l'esistenza di programmi educativi in ambito ecclesiale «di prevenzione, per assicurare 'ambienti sicuri' per i minori»; ricordava che il Papa ha incontrato diverse vittime di preti pedofili e sottolineava che «la Chiesa, nella persona del Vescovo o di un suo delegato, deve mostrarsi pronta ad ascoltare le vittime ed i loro familiari e ad impegnarsi per la loro assistenza spirituale e psicologica». L'ascolto delle vittime e un «più rigoroso percorso formativo dei sacerdoti» erano peraltro presenti, a quanto si apprese, nella bozza delle linee-guida approvate oggi.
In conferenza stampa, monsignor Crociata ha peraltro reso noto, per la prima volta, un dato preciso di abusi sessuali emersi nel decennio che va dal 2000 al 2010, ricavato da una «ricognizione» compiuta presso le diocesi italiane nel corso degli ultimi anni. Sono 135 i casi «non solo verificatisi, ma emersi» nel corso del decennio, ha riferito in una conferenza stampa dell'assemblea di primavera della Cei. La cifra è relativa al numero di sacerdoti accusati, non al numero di abusi compiuti. Rispondendo alle domande dei giornalisti, il presule ha precisato che 135 sono i sacerdoti segnalati alla congregazione per la Dottrina della fede, il dicastero vaticano responsabile del 'dossier' pedofilia, mentre alla magistratura italiana sono stati denunciati 77 sacerdoti. Sul complessivo numero di 135, la congregazione della Santa Sede è giunta a 53 condanne e 4 assoluzioni, mentre i restanti 78 casi sono in istruttoria. Sulle 77 denunce giunte alla giustizia italiana, 22 preti sono stati condannati in primo grado, 17 in secondo grado, 21 hanno patteggiato, 5 sono stati assolti, 12 archiviati.
 http://www.lapoliticaitaliana.it/Agenzia/?d=20120522&id=60136

venerdì 11 maggio 2012

La vostra voce. Lettera di Renato alla mamma: perché non hai capito?

La lettera che pubblichiamo oggi è stata scritta da un nostro amico facente parte del coordinamento nazionale vittime pedofilia di Prometeo.
Destinatario: l’anziana madre, il cui cruccio che sapesse o meno, ha marcato profondamente la vita del figlio. Il quale oggi ha deciso di scriverle questa lettera. Dolorosa e forte. Ma necessaria e utile. Innanzitutto per buttare fuori quella rabbia covata dentro per 30 anni. E mai smaltita.
La lettera che verrà letta alla madre sarà diversa, però. Gli abbiamo infatti suggerito di modificare la seconda parte. Perchè lei è anziana, malata, ma soprattutto perché il fine non è distruggere, ma costruire, anzi ricostruire. Qua invece ci sta, così com’è, senza togliere una virgola. Perché è segno che un abuso può durare davvero decenni. Ma è anche segno che quando lo si vuole, c’è quella riscossa che porta a fare sì che “nessun dolore sia per sempre!”. E “il nostro Renato” apre con questa lettera la seconda parte della sua vita….!
«Cara Mamma,
ti sembrera’ strano che ti scriva una lettera cosi’ dopo tanto tempo ma ho
sentito il bisogno di farlo perche’ vorrei dirti tutto cio’ che non sono mai
riuscito a fare quand’ero bambino. Sei stata una brava mamma. mi hai voluto
bene, eri la mamma di tutti i miei amici. Ricordo che venivano tutti sempre e
volentieri a casa nostra, perche’ trovavano in te quella mamma che forse non
era la loro, quell’affetto che tu hai sempre saputo regalare a tutti e non solo
a me. Giocavi con noi, scherzavi  e ridevi con noi, e tutti si confidavano con
te, avevi sempre una parola di conforto. Io quel calore l’ho sempre sentito
tranne che… Per quella volta! Da allora non sono mai riuscito a parlartene,
un po’ per vergogna, un po’ per paura e comunque anche per quel dannato senso
di colpa che mi porto dentro da anni e che mi perseguita, di cui non riesco a
liberarmene.
I miei ricordi iniziano piu’ o meno da quando avevo 5/6 anni, eravamo una
bella famiglia, si viveva serenamente, ero un bambino felice, sereno e
sensibile, al punto che, come dicevate sempre voi, sembravo io la femminuccia
che non dava alcun problema, mentre mia sorella invece il maschietto ribbelle.
Quel bambino cosi’ sereno apparentemente, purtroppo non lo era e dentro di se
portava quel terribile segreto di cui  non riusciva a parlart,i. E’  stato
abusato per tanti anni! Nonno era l’orco, quell’uomo che voi tutti stimavate,
cosi’ bello con la sua divisa dell’aeronautica militare, la sua pipa con
l’inconfondibile odore di tabacco che si diffondeva ovunque passava, quell’uomo
e’ stato il mio incubo per tanti anni. Quando venivano a trovarci, lui e la
nonna, ci portavano tanti regali e tante cose buone da mangiare, eravano tutti
felici, tranne me, perche’ quella felicita’ io dovevo pagarla a caro prezzo. Mi
faceva sedere sul divano accanto a lui, davanti alla TV e quando non c’era
nessuno in sala, mi metteva un cuscino sulle mie gambe e con la sua mano mi
sbottonava i pantaloni e mi molestava ripetutamente. Questo accadeva ogni volta
che venivano a trovarci o che noi andavamo da loro. Mi chiamava, mi faceva
sedere…ed ogni volta la stessa cosa. Il cuscino forse lo utilizzava
evidentemente, per non farsi scoprire, semmai sarebbe entrato improvvisamente
qualcuno nella stanza, ma questo era il “minimo” che mi potesse accadere.
Quando invece, e te lo ricorderai benissimo, mi portava al cinema, oppure
uscivo con lui, si e’ vero che mi ci portava, ma poi io dovevo ricambiare quel
“regalo”, e sai come lo facevo? Mi portava a casa loro, la nonna era da voi, mi
spogliava nudo, e abusava di me . E’ andato avanti per anni e quando e’ morta la nonna,
avete avuto, tu e papa’, la brillante idea di ospitarlo a casa nostra, e dove
l’avete messo??? Nella mia cameretta!!! Volevo morire, pensavo che non avrei
avuto piu’ scampo, e cosi’ e’ stato. Mi ha abusato quasi tutte le notti, ogni
volta che ne aveva voglia, come e quando voleva e voi gli avete spianato la
strada per farlo, ha avuto terreno fertile e sembrava che il dolore per la
scomparsa della nonna, a lui non lo scalfisse minimamente, tanto aveva il suo
“giocattolino erotico” cosi’ a portata di mano, da potersi sfogare.Mi svegliava
in piena notte e abusava, ricordo il dolore, mi faceva male quando mi
penetrava, ma non riuscivo ad urlare, non riuscivo a respingerlo malgrado fossi
abbastanza grande ormai, in eta’ adolescenziale, lui non si fermava, ha
continuato a farlo per tutto quel tempo, senza che tu, voi, vi accorgeste mai
di nulla!!! Ma davvero tu, non ti sei mai accorta di nulla??? Una mattina,
stavo andando a scuola, facevo la 3^ media, tu stavi in cucina, davanti al
lavello e lavavi le tazze della colazione che ci avevi appena preparato. Lui
quella notte si era “divertito” come sempre ed io non ce l’ho fatta piu’.
Mentre uscivo da casa, davanti alla porta d’ingresso gia’ aperta, ti ho detto
:” Mamma… Nonno ni da fastidio, mi fa male!” Tu non ti sei nemmeno voltata,
sei rimasta li’ di spalle a me ed io sono scappato via dalla vergogna, nel
dubbio se tu avessi sentito o meno quello che ti avevo appena detto. Al mio
ritorno pensavo ne avessimo riparlato e ricordo l’imbarazzo e la vergogna
quando rientrai a casa. e invece.. Nulla!!! Il silenzio, non mi hai chiesto e
detto nulla e da quel momento per me e’ calata la notte per sempre. Ho capito
che ero solo nel mio dolore e che non ne avrei mai piu’ riparlato ma che dovevo
far qualcosa per salvarmi! Cosi’, una delle “solite” notti, l’orco mi ha
svegliato convinto di poter “giocare” ancora con me ed ha incominciato a
toccarmi. Ho deciso che quella sarebbe stata l’ultima volta che l’avrebbe
fatto, gli ho fermato con forza la mano, gli ho stretto il braccio e con uno
spintone l’ho scaraventato con forza sul suo letto urlandogli:” Se lo fai
ancora, giuro che ti ammazzo!!!” Da allora non l’ha piu’ fatto, ero piccoletto,
avevo 13 anni ma mi sentivo cosi’ grande, immenso. La mattina successiva mi
sentii finalmente libero. Avra’ avuto paura? Non lo so, fatto sta che non e’
piu’ successo, forse aveva capito d’essersi spinto troppo in la’, forse ha
avuto paura che lo ammazzassi per davvero, fatto sta che da qualla notte
finalmente mi ha lasciato in pace, non l’ha piu’ fatto. La mia vita cambiava,
crescevo, diventavo uomo, ma quei maledetti ricordi, cara mamma, non li ho mai
cancellati dalla mia mente, persino quando mi sono sposato ed ho avuto una
famiglia tutta per me. Finche’ lui e’ morto, ricordo la telefonata di papa’ in
quella notte di capodanno del 1999 in cui mi annunciava la sua morte, ricordo
che a lui dissi che mi dispiaceva ma in realta’, da un lato ero contento,
finalmente me ne ero liberato, aveva smesso di tormentarmi anche solo
psicologicamente visto che non c’era piu’ alcun contatto fisico ormai, ma
dall’altra parte ero dispiaciuto perche’ la sua morte significava che non avrei
mai piu’ potuto poterlo denunciare ed avere giustizia. Ricordo che papa’ mi
chiese di venire al suo funerale, ma io trovai la scusa piu’ banale per dirgli
di no, dovevo lavorare e non potevo, ma in realta’ non volevo piu’ vederlo
nemmeno da morto!!!
Oggi mia cara mamma, sono un uomo di 45 anni, ho la mia vita, seppure
movimentata e tormentata a tratti, ma posso dirti che, quella ferita si e’
rimarginata, anche se la cicatrice resta ed e’ il marchio di bambino abusato,
quella non andra’ mai piu’ via. Ho deciso di collaborare con Prometeo,
affinche’ possa condividere con altre persone che come me, hanno vissuto e
subito sulla propria pelle, lo stesso mio dramma. Ho deciso che quelle persone
saranno per sempre la mia nuova famiglia e non li lascero’ mai!!! Lotteremo e
combatteremo affinche’ tutto sto schifo prima o poi finisca, anche se ci
rendiamo conto che non sara’ mai cosi’, gli orchi ci hanno rubato l’anima cosi’
come nonno ha rubato la mia,ma noi vogliamo riprendercela e crediamo tutto
questo sia possibile, vogliamo essere per sempre, dalla parte dei bambini…
Ti voglio bene comunque e per sempre!
“Renato”  »

martedì 24 aprile 2012

Il sito di appuntamenti online per pedofili



24/04/2012 - Un banda aveva organizzato una pagina web per scambiarsi materiale pedopornografico e filmare gli abusi sessuali sui giovanissimi                                                                              di Dario Ferri  


Una banda criminale gestiva alcuni siti dove i pedofili potevano incontrarsi per scambiare video, foto e altro materiale pornografico con protagonisti vittime innocenti. Il gruppo avrebbe inoltre organizzato incontri tra i pedofili loro clienti e gli sfortunati protagonisti delle riprese erotiche. I bambini che hanno subito simili, indicibili violenze non sono stati ancora identificati.
 SITI PER PEDOFILI - E’ iniziato da pochi giorni a Darmstadt, una delle più grosse città dell’Assia, uno dei più significativi processi contro la pedofilia mai svoltisi in Germania. Alla sbarra c’è un imputato di 34 anni che secondo la magistratura sarebbe uno dei vertici di una banda di pedofili. Tra il 2008 e il 2011 l’uomo avrebbe organizzato un vero e proprio sito di appuntamenti, per combinare una sorta di dating online con bambini e per scambiare materiale pedopornografico. I luoghi di incontro avevano nomi di fantasia quali la foresta magica. L’accusa ritiene che l’uomo sia responsabile di gravi abusi sessuali contro i minori. Il 34enne proveniente dalla città di Reinheim era stato arrestato nel 2011,nell’ambito dell’operazione che aveva sgominato la sua organizzazione criminale. Sul suo computer erano stati trovati più di mille e cinquecento fotografie e filmati con contenuto pedopornografico
GRUPPO CRIMINALE- L’uomo appartiene ad una delle più grosse associazioni di pedofili mai scoperte in Germania. I membri di questo banda criminale avrebbero scambiato online oltre centomila materiali pedopornografici tra il 2006 e il 2009, scaricandoli e scambiandoli a fini di lucro. Le operazioni erano rese possibili dall’affitto di un server russo, sul quale erano ospitati i siti con il loro materiale. La banda avrebbe anche organizzato incontri con pedofili quando venivano registrati i video e i filmati pedopornografici. Nove persone appartenenti alla banda pedofila sono già state condannate a più anni di carcere. Uno di questi criminali aveva ammesso prima della condanna di aver abusato sessualmente di un bambino per ben nove volte, violenze che sono state anche registrate per poter essere poi rivendute sul mercato nero della pedopornografia.
http://www.giornalettismo.com/archives/273486/il-sito-di-appuntamenti-online-per-pedofili/

martedì 10 aprile 2012

Sbatti il pedofilo in prima pagina Sbatti il pedofilo in prima pagina

10/04/2012 - "Lo facciamo per trovare altre vittime", dice l'Fbi per giustificare la scelta In un’iniziativa senza precedenti, l’Fbi ha rilasciato delle foto di un uomo americano accusato di essere un pedofilo, nonché “accusato di aver installato telecamere nascoste per registrare giovani donne mentre si facevano la doccia e si vestivano”, per essere in grado di identificare nuove vittime da aiutare. Si tratta di una procedura invero non comune, tanto che l’agenzia federale afferma che si tratta di un’eccezione assoluta. LE ACCUSE - Robert Oshrin è già apparso davanti al giudice: “Lo scorso febbraio gli agenti dell’Fbi sono venuti a conoscenza della creazione del sito di pornografia collegato ad un’Ip proprio nella casa di Oshrin”, scrive la Fox. L’uomo ha in effetti confessato di aver scaricato pedo-pornografia da vari siti e aver distribuito materiale del genere. TELECAMERE - Ma l’accusa ufficiale va oltre e vuole dimostrare che Oshrin ha, come dicevamo, installato telecamere “nella sua casa, incluso nel bagno, nella camera da letto per riprendere tutte le ragazze presenti, così da registrarle”: non solo, da “più angoli” in modo da avere proprio l’immagine che gli interessava. Con la diffusione delle sue foto ora tutte le ragazze che sono entrate in contatto con lui potranno segnalarsi alla polizia federale.http://www.giornalettismo.com/archives/246540/sbatti-il-pedofilo-in-prima-pagina/

La disposizione degli articoli e?