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mercoledì 19 settembre 2012

Pedofilia: il Senato approva la Convenzione di Lanzarote

Mercoledì, 19 settembre 2012 - 12:00:00
Il Senato ha approvato all'unanimità, con 262 sì, la ratifica della Convenzione per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l'abuso sessuale, siglata a Lanzarote nel 2007, che è quindi diventata legge anche nel nostro Paese.
Il risultato sarà l'inclusione nel nostro codice penale, all'art. 414-bis, della parola pedofilia.
La Convenzione di Lanzarote è un un documento con il quale i paesi aderenti si impegnano a rafforzare la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l'abuso sessuale, adottando criteri e misure comuni sia per la prevenzione del fenomeno, sia per il perseguimento dei rei, nonché per la tutela delle vittime.
L'obiettivo è contrastare quei reati che, come la pedopornografia, sempre più spesso vengono compiuti con l'ausilio delle moderne tecnologie e sono consumati al di fuori dai confini nazionali del Paese di origine del reo.
L'aula ha inoltre respinto due ordini del giorno della Lega, compreso quello che avrebbe impegnato il governo ad introdurre, per i condannati per abuso e sfruttamento sessuale dei minori, il trattamento di "blocco androgenico totale", piu' noto come castrazione chimica.
 http://affaritaliani.libero.it/sociale/pedofilia-il-senato-lanzarote190912.html

lunedì 10 settembre 2012

Pedofilia: le vittime del “mostro di Marcinelle”

Il 13 agosto 1996 il belga Marc Dutroux, la moglie Michelle Martin e un complice, Michel Lelièvre, vengono arrestati nell’ambito di un’inchiesta sulla sparizione di una quattordicenne.
Due giorni dopo, il 15 agosto, cade davanti agli occhi di un Paese attonito la maschera del “mostro di Marcinelle”, che sarà giudicato colpevole di sequestro, violenza sessuale e sevizie ai danni di sei ragazzine, due da lui assassinate, altre due morte di fame e freddo nella prigione che aveva creato per le sue vittime.
La polizia, su indicazione di Dutroux, fa irruzione nel covo dell’orco, e trova ancora in vita Sabine Dardenne, 12 anni e Laetitia Delhez, 14 anni.
L’inchiesta si allarga, gli accusati continuano a parlare, e viene svelata la trama criminale del pedofilo. Vengono collegate altre sparizioni di bambine e ragazze tra il 1995 e il 1996 in tutto il Paese: quella di Julie Lejeune e Melissa Russo, di 8 anni, rapite a Grâce-Hollogne, vicino a Liegi, e di An Marchal, 17 anni, e Eefje Lambrecks, 19 anni, sequestrate a Ostenda, nel nord.
Sabinne Dardenne scompare il 28 maggio del 1996 da Tournai, nel Belgio occidentale e Laetitia Delhez il 9 agosto da Bertrix, nel sud-est del Paese.
La gioia per il ritrovamento di Sabine e Laetitia ancora in vita viene subito offuscata dalla scoperta dei resti delle altre 4 ragazzine, sotterrate in due giardini.
Impossibile la fuga per le sue giovani vittime. Il pedofilo aveva studiato come rendere invisibili dall’esterno le celle dell’orrore.
Nel dicembre del 1995 Dutroux viene incarcerato per furto. La moglie e il complice lasciano senza cibo e al freddo Julie e Melissa, che dopo più di otto mesi di stenti e violenze muoiono.
Nell’ottobre del 1996 più di 300mila persone scendono in piazza per la “marcia bianca”, a sostegno delle famiglie delle vittime e per protestare contro l’inefficienza del sistema giudiziario e della polizia, che ha lasciato agire indisturbato il mostro per troppo tempo.
Si parla addirittura di una rete di pedofilia, di cui Dutroux farebbe parte, con protezioni importanti. L’ipotesi non troverà fondamento.
La collera della gente raggiungerà il suo culmine quando nell’aprile del 1998, il serial killer riuscirà a scappare. Una fuga di poche ore, che però costerà il posto ai ministri dell’Interno e della Giustizia.
Il processo contro il mostro di Marcinelle ha luogo nel marzo 2004: Dutroux è condannato all’ergastolo, sua moglie a 30 anni di prigione, il suo complice a 25 anni.
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venerdì 7 settembre 2012

Turismo sessuale a caccia di bambini


Quarantuno milioni di viaggi e 195 milioni di notti sono i tagli che la crisi ha fatto sulle vacanze degli italiani. Il numero medio di residenti che viaggia per vacanza è sceso di quattro milioni e mezzo di unità a trimestre facendo si che il turismo degli italiani tornasse sui livelli di quindici anni fa. 
Per trovare la stessa propensione a viaggiare per motivi vacanza occorre tornare al 1998. Una riduzione che colpisce trasversalmente le persone di ogni età, sesso e condizione professionale ma che pesa in modo particolare sulle famiglie più giovani. Crisi crisi crisi, non ci sono soldi ed ovviamente non si va in vacanza. Con un ma, infatti nonostante la crisi il drammatico fenomeno del turismo sessuale “tira” ancora (consentitemi il gioco di parole).
Secondo Ecpat (End Child Prostitution, Pornography and Trafficking) sono 80.000 i turisti sessuali di origine italiana. Il 60% sono occasionali, il 35% 16 abituali e il 5% pedofilo. Secondo l’Organizzazione Mondiale del Turismo il giro d’affari che ruota intorno al turismo sessuale minorile fattura tra gli 80 e i 100 miliardi di dollari annui (stime 2010). Le vittime sono bambini dei Paesi in Via di Sviluppo con un’età compresa tra i 13 e 17 anni.
Il turismo sessuale che colpisce soprattutto i bambini, vittime indifese di uno sfruttamento che spazia dalla pornografia alla prostituzione, passando attraverso la tratta e i matrimoni precoci con il fine ultimo di un facile guadagno. Secondo dati dell’UNICEF, lo sfruttamento sessuale minorile a fini commerciali coinvolge ogni anno circa un milione di bambini. Ma le stime attendibili sono molto difficili da valutare, trattandosi di un mercato clandestino che sfugge a ogni analisi. La Dichiarazione di Stoccolma, adottata in occasione del Congresso mondiale contro lo sfruttamento sessuale dei bambini (1996) definisce il Commercial Sexual Exploitation of Children (CSEC) come “una forma di coercizione e di violenza contro i bambini (che) è pari a lavoro forzato e a una forma contemporanea di schiavitù”. Il carattere della transnazionalità e della globalità degli spostamenti ha contribuito alla diffusione e all’ampliamento di questo fenomeno. Le forme principali e interconnesse di sfruttamento sessuale commerciale sono la prostituzione, la pornografia e la tratta per scopi sessuali. Altre forme di sfruttamento comprendono il turismo sessuale infantile, i matrimoni precoci e quelli forzati.
In Europa le partenze principali dei turisti sessuali si verificano da Germania, Olanda, Regno Unito, Francia, Belgio, Spagna e Italia. Dal Continente americano: Stati Uniti, Canada e Brasile. Le destinazioni prevalenti sono Thailandia, Vietnam, Laos, Cambogia, Filippine, Nepal, Pakistan, Russia, Taiwan, Cina, Sri Lanka, India, Indonesia, Brasile, Repubblica Dominicana, Colombia, Messico, Venezuela, Cuba, Kenya. L’Oriente e l’America Latina sono le principali mete del turismo sessuale minorile, ed è proprio in queste aree che va concentrata tutta l’attenzione nel coinvolgere e spronare il turismo locale a combattere tali forme di schiavitù.
Come combattere il turismo sessuale minorile. Molti alberghi di questi Paesi oggi aderiscono a network internazionali di lotta al turismo sessuale. Una di queste reti è la ChildSafe Network, nata nel 2005 in Cambogia da Friends International e oggi attiva anche in Thailandia, Indonesia e Laos. Il turista, accedendo alle strutture ricettive che espongono tali simboli, può essere certo di trovarsi in un albergo sensibile al problema e di non collaborare all’incremento del mercato sessuale locale. Un passo importante nella lotta contro il turismo sessuale è stato infatti rappresentato in questi ultimi anni dal tentativo di sensibilizzare il settore del turismo (dai tour operators, agli alberghi, alle agenzie di viaggio, fino ad arrivare direttamente al turista), e promuovere buone pratiche per un turismo maggiormente responsabile. Ha fatto scuola in questo senso il “Programma di prevenzione e controllo dell’abuso e dello sfruttamento sessuale dei minori ai fini commerciali” realizzato una decina di anni fa nella Repubblica Dominicana dalla Cooperazione Italiana insieme all’UNICEF locale e ECPAT-Italia. Si tratta sostanzialmente di far aderire gli operatori turistici a una scelta “etica” che, oltre a creare un consenso diffuso e internazionalmente riconosciuto sulla lotta allo sfruttamento sessuale minorile, porta anche un miglioramento del posizionamento sul mercato e presso l’opinione pubblica. Infine, per quanto riguarda il contributo italiano, la DGCS finanzia e realizza direttamente ormai da diversi anni numerose iniziative per la prevenzione e la lotta a tutte le forme di abuso e di sfruttamento sessuale di bambini e adolescenti. Nel Luglio 2007 il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa (COE) ha adottato la Convenzione di Lanzarote che ha visto la partecipazione attiva dell’Italia in tutte le fasi della stesura del testo. La DGCS, in particolare, ha contribuito proponendo e ottenendo di includere lo strumento della cooperazione internazionale per assicurare una maggiore capacità dei Paesi aderenti nel prevenire e contrastare i gravi fenomeni oggetto della Convenzione. La Convenzione di Lanzarote risponde alla necessità di elaborare nuovi strumenti vincolanti per gli Stati Parte di contrasto allo sfruttamento e all’abuso sessuale dei minori.
Allo stato attuale, il testo è stato sottoscritto da 43 Stati membri del COE, fra i quali l’Italia. Ad oggi sono 17 gli Stati ad averla ratificata. Per quanto concerne l’Italia, un recente pronunciamento del Capo Dipartimento per le Pari Opportunità, alla presenza del Ministro delegato Fornero, ha annunciato la ripresa dell’iter parlamentare di ratifica della Convenzione, che dovrebbe concludersi in tempi ravvicinati. Proprio al fine di promuovere la ratifica e l’applicazione della Convenzione da parte dei Paesi firmatari è in programma una grande Campagna informativa a cui partecipa la DGCS insieme ad altre importanti istituzioni italiane impegnate sul tema, riunite in un apposito Gruppo di Lavoro di cui fanno parte anche il Consiglio d’Europa, il Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero della Giustizia e l’Istituto degli Innocenti di Firenze.


martedì 28 agosto 2012

LIBERA L'EX MOGLIE DEL "MOSTRO DI MARCINELLE: INSIEME RAPIRONO 6 BIMBE

Martedì 28 Agosto 2012 - 16:55
BRUXELLES- Michelle Martin, ex moglie e complice del 'mostro di Marcinelle' Marc Dutroux, usufruirà della libertà condizionata e uscirà quindi dal carcere per trasferirsi in un convento. Lo decisione definitiva è stata presa oggi dalla Corte di cassazione belga.

LA DECISIONE DELLA CASSAZIONE La Corte di Cassazione ha respinto, seguendo l'opinione dell'avvocato generale, i ricorsi contro la scarcerazione della Martin presentati dai familiari delle vittime e dal procuratore generale di Mons Claude Michaux. La sentenza di fine luglio del Tribunale di applicazione della pena, che dava il suo via libera alla libertà condizionata della Martin (trasferimento in convento e divieto di recarsi nelle regioni di Liegi e del Limburgo dove risiedono le famiglie delle vittime dei Dutroux) diventa quindi definitiva. L'ex signora Dutroux ha già trascorso in carcere 16 anni ed era stata condannata a 30 anni di prigione perché ritenuta colpevole di complicità con il marito nel rapimento di sei bambine e per la morte di due di loro.

giovedì 16 agosto 2012

Resta con gli angeli



Resta con gli angeli
quando temi di cadere.
Quando il baratro
di fronte a te
si fa sempre più profondo.
Resta con gli angeli,
quando il tuo cuore
vacilla...
indeciso se smettere di battere.
Resta ti prego...
Resta con gli angeli,
anche se spesso
non hanno ali,
e quelle che vedi
non sono bianche
come le immagini.
Anche quando l'anima freme,
tentata,
dall'ipocrita riflesso
dello specchio dell'esistenza.
Resta con gli angeli
e non verrà l'inverno gelido.
Resta...
perché se anche giunge
non mancherà mai
calore che ti scalda.
Resta...
Non negare un' abbraccio
del loro spirito gentile...
non avere paura
di essere come sei,
di provare quello che hai dentro.
Nessun timore
di cogliere il fiore
che in te rigoglioso
cresce,
e di lasciare che il sole
lo illumini.
Resta con gli angeli,
quando si fa sera.
Nessuna notte
sarà mai buia,
al chiarore
delle loro stelle...
Brilla la meraviglia che sei....
Resta con gli angeli.
Resta con me.


Poesia di Eleision

martedì 31 luglio 2012

Torna libera Michelle Martin moglie del mostro di Marcinelle

martin_interna nuova

La donna era stata condannata nel 2004 dalla Corte d’assise di Arlon dopo l'arresto avvenuto nel 1996. Avendo però già scontato più della metà della pena aveva il diritto di chiedere la libertà condizionata, cosa che ha fatto per ben cinque volte. L'ultima richiesta è stata ora accolta dal tribunale di Mon


Condannata a 30 anni per aver aiutato il marito a sequestrare e violentare sei ragazzine, due delle quali furono lasciate morire di fame e di sete, torna libera la moglie Marc Dutroux., il pedofilo denominato  il mostr do Marcinelle. La magistratura belga, che aveva già negato la liberazione nel settembre dell’anno scorso, oggi ha autorizzato la scarcerazione di Michelle Martin. Le vittime, rapite e abusate, venivano nascoste in un vano ricavato nella cantina della sua villetta.
La donna era stata condannata nel 2004 dalla Corte d’assise di Arlon dopo l’arresto avvenuto nel 1996. Avendo però già scontato più della metà della pena aveva il diritto di chiedere la libertà condizionata, cosa che ha fatto per ben cinque volte. L’ultima richiesta è stata ora accolta dal tribunale di Mons. L’ex complice di Detroux, da cui è dovorziata dal 2003, uscirà quindi dal carcere per ritirarsi nel monastero delle Clarisse a Malonne, località a un centinaio di chilometri a Sud di Bruxelles. Quando si era profilata la liberazione lo scorso anno la Francia, dove la donna avrebbe voluto recarsi sempre in un convento, fece sapere che la Martin non era gradita. Nel maggio del 2011, infatti, i giudici avevano già dato il suo via libera alla libertà anticipata per la donna, ma il piano di reinserimento che prevedeva l’ingresso della donna in un convento in Francia non era stato poi attuato per il rifiuto opposto dalle autorità francesi. La donna, 51 anni, è stata riconosciuta colpevole di aver sequestrato, con il marito, le giovani vittime del pedofilo e di aver lasciato morire di fame le piccole Julie Lejeune e Melissa Russo di 8 anni. Il caso provoco’, in Belgio ma non solo, orrore e emozione. Condannato all’ergastolo Dutroux si più volte lamentato delle condizioni di detenzione paragonando almeno in un caso la sua prigione al campo di concentramento di Buchenwald”.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/07/31/pedofilia-torna-libera-moglie-del-mostro-di-marcinelle/311505/

mercoledì 4 luglio 2012

“Siamo pedofili e ce ne vantiamo”


28/06/2012 - Il gruppo Martijn è stato vietato nei Paesi Bassi perché reputa positivo il sesso tra adulti e bambini 

 

I PRO PEDOFILI -Un tribunale olandese ha vietato ieri un’associazione di pedofili. Il gruppo, molto controverso, si chiama Martijn, e conta una sessantina di associati, che si battono per far accettare il sesso tra adulti e bambini. I magistrati di Assen ne hanno ordinato l’immediata chiusura, perché minaccia l’ordine pubblico. Secondo il tribunale olandese la pedofilia rappresenta un comportamento orribile, né normale né accettabile. Martijn lede inoltre i diritti dei piccoli, perché i bambini non sono in grado di difendersi rispetto agli approcci erotici degli adulti. A novembre un tribunale penale aveva rifiutato di procedere contro l’associazione fondata nel 1982. La procura allora si è appellata alla magistratura civile, che ha accolto la sua richiesta di divieto. Martijn promuove un sito che offre secondo i giudici una rete di supporto digitale e sociale ai criminali che molestano i minorenni.
RIFIUTO DI SCIOGLIMENTO - Il presidente dell’associazione pro pedofilia Marthijn Uittenbogaard ha definito la sentenza un giorno nero per la libertà di espressione e per lo stato di diritto. Il suo avvocato ha confermato l’intenzione di appellarsi contro il divieto, già comunicata nei mesi scorsi, visto che l’associazione non compie alcun reato, ma promuove la causa di chi apprezza il sesso tra adulti e bambini. Il precedente presidente del gruppo Martijn, Ad van den Berg, era stato condannato a più anni di prigione a causa del possesso di materiale pedopornografico. Van den Berg si era difeso sostenendo che i filmati e le foto a luci rosse con protagonisti i bambini servivano a scopo di ricerca. Anche a causa di questo caso era partita una petizione firmata da 72 mila olandesi che chiedevano lo scioglimento di Martijn. L’anno scorso si era scoperto che c’era anche un prete cattolico all’interno del consiglio direttivo del gruppo.
http://www.giornalettismo.com/archives/388063/siamo-pedofili-e-ce-ne-vantiamo/

venerdì 15 giugno 2012

I diritti dei minori visti dai minori



Numerose altre informazioni sull’Unione europea sono disponibili su Internet consultando
il portale Europa (http://europa.eu).
Una scheda catalografica figura alla fine del volume.
Lussemburgo: Ufficio delle pubblicazioni dell’Unione europea, 2011
ISBN 978-92-79-19043-8
doi:10.2758/60869
© Unione europea, 2011
Riproduzione autorizzata con citazione della fonte.
Il presente sondaggio è stato condotto per conto della direzione generale della Giustizia con il coordinamento dalla direzione generale
della Comunicazione.
Il presente documento non rappresenta il punto di vista della Commissione europea.
Le interpretazioni e le opinioni ivi contenute sono imputabili esclusivamente agli autori.
Europe Direct è un servizio a vostra disposizione per aiutarvi
a trovare le risposte ai vostri interrogativi sull’Unione europea.
Numero verde unico (*):
00 800 6 7 8 9 10 11
(*)Alcuni gestori di telefonia mobile non consentono l’accesso ai numeri 00 800
o non ne accettano la gratuità
.http://ec.europa.eu/justice/fundamental-rights...

martedì 12 giugno 2012

Giornata mondiale contro il lavoro minorile 2012. Intensificare la lotta contro il lavoro minorile

 

 

Resta ancora ampia la distanza tra la ratifica delle Convenzioni sul lavoro minorile e le concrete misure intraprese dai governi per affrontare il fenomeno, afferma l’ILO in un rapporto pubblicato in occasione del 10º anniversario della Giornata mondiale contro il lavoro minorile celebrata ogni anno il 12 giugno.

 GINEVRA (ILO News) — Resta ancora ampia la distanza tra la ratifica delle Convenzioni sul lavoro minorile e le concrete misure intraprese dai governi per affrontare il fenomeno, afferma l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) in un rapporto pubblicato in occasione del 10mo anniversario della Giornata mondiale contro il lavoro minorile celebrata ogni anno il 12 giugno1.

Non si può essere soddisfatti se pensiamo che sono ancora 215 milioni i bambini e le bambine che lavorano per sopravvivere »
« Non si può essere soddisfatti se pensiamo che sono ancora 215 milioni i bambini e le bambine che lavorano per sopravvivere e più della metà sono sottoposti alle peggiori forme di lavoro minorile, come la schiavitù e la partecipazione ai conflitti armati. Non possiamo accettare che l’eliminazione del lavoro minorile faccia passi indietro nelle priorità dell’agenda dello sviluppo. Tutti i paesi devono impegnarsi per raggiungere questo obiettivo, individualmente e collettivamente », ha dichiarato il Direttore Generale dell’ILO, Juan Somavia.

Le nuove stime, rese note lo scorso 1 giugno, ci dicono che circa 5 milioni di bambini e bambine sono vittime del lavoro forzato, che comprende condizioni tra cui lo sfruttamento sessuale e la servitù per debiti, e questa cifra è senza dubbio sottostimata2.

Le Convenzioni dell’ILO sull’età minima per l’accesso all’impiego (n.138) e quella sulle peggiori forme di lavoro minorile (n.182), hanno raggiunto il più elevato numero di ratifiche rispetto a tutte le Convenzioni dell’ILO. Su 185 Stati membri dell’Organizzazione, l’88 per cento ha ratificato la Convenzione 138 e il 95,1 per cento ha ratificato la 182. L’obiettivo è raggiungere la ratifica universale entro il 2015.

Nonostante ciò, secondo il nuovo rapporto dell’ILO Tackling child labour: from commitment to action (« Combattere il lavoro minorile: dall’impegno all’azione »), i progressi compiuti nel contrastare questo fenomeno aberrante sono stati spesso frenati dall’incapacità di tradurre gli impegni assunti in azioni concrete.

Secondo il rapporto, il divario più ampio tra impegno e azione si osserva nel settore dell’economia informale, dove hanno luogo la maggior parte delle violazioni dei diritti umani fondamentali. I minori delle zone rurali e agricole, così come i figli dei lavoratori migranti o delle popolazioni indigene, sono quelli più esposti al lavoro minorile.

L’ILO segnala inoltre che sono relativamente pochi i casi di lavoro minorile che vengono giudicati dai Tribunali nazionali e le sanzioni contro queste violazioni sono spesso troppo indulgenti per poter costituire un deterrente efficace contro lo sfruttamento dei minori. Questo vuol dire che è necessario rafforzare a livello nazionale gli organi giudiziari e le forze dell’ordine nonché i programmi di protezione delle vittime.

Se da un lato si sottolinea la necessità di fare di più, dall’altro l’ILO evidenzia anche gli importanti progressi raggiunti in molti Stati, tra cui:
  • Sono sempre di più i paesi che adottano Piani nazionali per contrastare il lavoro minorile.
  • Aumenta il numero di divieti legislativi il cui scopo è identificare e prevenire quelle attività lavorative ritenute pericolose per il minore.
  • Sempre più Paesi adottano leggi contro la prostituzione e la pornografia dei minori.
  • Si registra una maggiore cooperazione internazionale e collaborazione tra Stati membri, soprattutto per quanto riguarda la tratta di essere umani.

« Dovremmo anche prendere esempio e ispirazione da politiche e programmi nazionali esistenti per garantire un più efficace contrasto al lavoro minorile in tutti i paesi del mondo », ha affermato Somavia ed ha aggiunto « Lavoro dignitoso per i genitori e istruzione per i bambini e le bambine, sono elementi indispensabili per lo sradicamento del lavoro minorile. Moltiplichiamo i nostri sforzi e andiamo avanti sulla strada tracciata nella Roadmap adottata a L’Aia nel 2010 che prevedeva l’eliminazione delle peggiori forme di lavoro minorile entro il 2016 ».

Le Convenzioni dell’ILO proteggono i minori dall’esposizione al lavoro minorile. Insieme agli altri strumenti internazionali in materia di diritti dei bambini, dei lavoratori e dei diritti umani, rappresentano un quadro di riferimento importante per le legislazioni, le politiche e le azioni contro il lavoro minorile.

Nota ai redattori

  • La Giornata contro il lavoro minorile, celebrata ogni anno il 12 giugno, è l’incontro più importante di mobilitazione contro questo fenomeno. Il tema scelto per il 2012 è « Diritti umani e giustizia sociale: mettiamo fine al lavoro minorile ». Sono oltre 50 i paesi in cui vengono organizzati eventi per celebrare questa giornata su iniziativa di governi, imprenditori, lavoratori, Nazioni Unite, Ong e organizzazioni della società civile.
  • Per ulteriori informazioni o interviste ad esperti contattare il Programma dell’ILO per l’eliminazione del lavoro minorile: + 4122/799 6164 o +4176/771-3085 (English), +4122/799-7037 or +4176/371-1252 (English, Spanish), o +41799-6618 or +4176/7173-647 (English, French) o via email: ipec@ilo.org
1 Il Policy Note si basa su due rapporti presentati alla Conferenza Internazionale del Lavoro 2012 Fundamental principles and rights at work: From commitment to action e Giving globalization a human face.
2 ILO Global Estimate of Forced Labour

venerdì 8 giugno 2012

La Polizia Postale CHIUDE tutte le sezioni



by Polizia Postale Official Web Site Fan

Amici, vi scrivo per dirvi semplicemente "GRAZIE"...

Grazie per tutta la vostra solidarietà, che state dimostrando tutti i giorni sostenendo attivamente la nostra iniziativa "VERGOGNA".

"La Polizia Postale CHIUDE tutte le sezioni, questi sono stati i primi TAGLI del nostro "GOVERNO".

Questa decisione sarebbe a vantaggio della criminalità diffusa on line e della pedopornografia diffusa sul web.
Se dopo aver letto questo articolo la pensi come noi, puoi mandare un E-mail con scritto "VERGOGNA" direttamente al ministro tramite l'indirizzo riportato: scrivialministro@interno.it

La Polizia postale e delle Comunicazioni ha assunto i connotati con cui la conosciamo oggi, e ci viene invidiata dagli organismi investigativi delle polizie di tutto il mondo: un nucleo di esperti investigatori radicati sul territorio capaci di monitorare la grande Rete di Internet, e di agire come “sceriffi” informatici.

Siamo vicini a tutti gli "agenti, padri e madri di famiglia che lavorano all'interno delle sezioni della Polizia postale" ♥



Andrea Mavilla 21 Maggio 2012 ore 11:15

Premessa: Se dopo aver letto questo articolo la pensi come noi, puoi mandare un E-mail con scritto "VERGOGNA" direttamente al ministro tramite l'indirizzo riportato: scrivialministro@interno.it

Buongiorno amici, non vi nascondo che oggi sono deluso, amareggiato, arrabbiato nel ricevere numerose e-mail da vari agenti della polizia postale che mi fanno presente un fatto alquanto sgradevole.

Purtroppo le voci che giravano nei mesi scorsi, sull'eventualità di una possibbile chiusura delle "SEZIONI" Polizia Postale E Delle Comunicazioni, è UFFICIALE.

Questa decisione sarebbe a vantaggio della criminalità diffusa on line e della pedopornografia diffusa sul web.


La polizia delle comunicazioni è presente su tutto il territorio nazionale attraverso i 20 compartimenti, con competenza regionale, e le 80 sezioni con competenza provinciale.

Cosa intendiamo dire quando parliamo di compartimenti, e quando parliamo di sezioni?

Come scritto poc’anzi i “compartimenti” sono collocati nelle principali regioni italiane, le “sezioni” invece sono collocate in zone distanti dai capoluoghi di regione, per poter garantire ed accogliere i cittadini provenienti dai comuni più distanti.

Cosa comporta ai comuni cittadini la chiusura delle sezioni?

Voglio farvi un semplice esempio, per poter capire il disagio che verrà causato a NOI comuni cittadini;

La signora “Maria” è stata appena truffata, vive in un piccolo paesino della Campania “Casolla in provincia di Caserta”, per poter segnalare ed esporre il suo problema dovrà recarsi alla Polizia Postale di Napoli che dista solamente 42,8 km.

Marco invece vuole segnalare un caso di pedofilia, lui vive nella bellissima città di Ferrara, per segnalare ed esporre il suo problema dovrà recarsi alla polizia postale di Bologna che dista solamente 53,1 km.

Cari amici vi è chiaro il concetto?

In poche parole un cittadino che vive nelle città lontane dai capoluoghi di provincia, per esporre una denuncia/segnalazione dovrà farsi all'incirca 40 km (se gli andrà bene).

Sul sito ufficiale della polizia postale e delle comunicazioni potrete leggere in evidenza il seguente messaggio:

L'evoluzione tecnologica degli ultimi anni ha reso indispensabile l'uso di Internet quale mezzo di scambio di informazioni, di accesso alle grandi banche dati, di esecuzione di transazioni e disposizioni finanziarie, di ideazione e creazione di nuove attività professionali.

La rapida diffusione dell'uso di Internet ha ben presto messo in evidenza i punti di debolezza della Rete stessa, in particolar modo con riferimento alla sicurezza informatica.

Quindi in un'era dove Internet viene sempre più usato da a milioni di utenti, che condividono, diffondono, scaricano, acquistano materiali di ogni genere, in Italia cosa succede?

Piuttosto che aumentare il livello di sicurezza informatico, garantendo ai cittadini la presenza costante della polizia postale su tutto il territorio,;

Andiamo ad eliminare e diminuire una delle risorse più importanti, che tutelano e proteggono i "minori" da PREDATORI DI BAMBINI.

La Polizia postale e delle Comunicazioni ha assunto i connotati con cui la conosciamo oggi, e ci viene invidiata dagli organismi investigativi delle polizie di tutto il mondo: un nucleo di esperti investigatori radicati sul territorio capaci di monitorare la grande Rete di Internet, e di agire come “sceriffi” informatici.

Sono state istituite diverse eccellenze tra cui il “Centro Nazionale per il Contrasto della Pedopornografia sulla rete Internet” oggi il punto di raccordo per la trattazione delle segnalazioni, provenienti sia da altre forze di Polizia anche straniere, sia da cittadini, da associazioni di volontariato e da Provider sugli odiosi crimini legati alla pedofilia.

Il Cnaipic (Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche), un’unità attiva h24 e volta a combattere e prevenire attacchi informatici alle strutture critiche strategiche del paese.

Oggi, la Polizia postale svolge attività d’intelligence e sicurezza telematica, di vigilanza di tutti quei reati tradizionali che hanno come fine o strumento per la loro realizzazione il mezzo informatico, e porta avanti investigazioni per la prevenzione e il contrasto delle attività terroristiche nazionali ed internazionali.

Da questi dati, verrebbe da pensare che la Polizia postale e delle Comunicazioni sia uno dei Servizi della Polizia di Stato su cui l'amministrazione voglia e debba investire di più, dal momento in cui su di essa passa una grossa fetta della sicurezza del Belpaese.

Andrebbe da se il fatto che la professionalità della Polizia postale dovrebbe per principio rimanere di altissimo livello, tramite investimenti, strutture formative adeguate e supporto di enti loca- li. Ma la realtà dei fatti è tristemente diversa.

Scusatemi ma io trovo tutto ciò semplicemente """V E R G O G N O S O """.

Andrea.
 http://www.nibiru2012.it/forum/breaking-news/la-polizia-postale-chiude-tutte-le-sezioni-140634.0.html

La disposizione degli articoli e?