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sabato 30 marzo 2013
Pedofilia, parla una vittima
Merita di essere letto con attenzione il commento che una vittima di pedofilia ci ha inviato dopo aver letto un articolo dedicato alle considerazioni dello psichiatra Andreoli sul tema “la pedofilia come malattia”. Se sia malattia o semplice perversione, interessa ai medici. Di interesse generale invece l’ovvia constatazione che il pedofilo commetta un reato orribile. Il Parlamento italiano, durante l’ultimo governo Berlusconi, ha tentato di depenalizzare anche reati di questo tipo, suscitando enorme indignazione. Era un evidente tentativo di dare ancora una volta un aiuto ai problemi dello Stato confinante, Città del Vaticano, cui rispondono non pochi cittadini italiani, i quali però, in quanto cittadini, sono uguali davanti alla legge. Non è anticlericalismo affermare l’uguaglianza dei preti, come di tutti i cittadini, davanti alla legge.
La vittima di pedofilia parla del crimine in generale, e al termine riferisce di una strana teoria di don Bof, esposta durante un convegno a Savona: un vescovo, secondo don Bof, considera un prete come un figlio, quindi non lo denuncerà.
Un figlio maggiorenne, però, va aggiunto, non è sotto tutela dei genitori né di altri ed è totalmente responsabile delle proprie azioni. Aiutare un criminale pericoloso non denunciandolo è un reato, un atto di complicità o omertà.
Da vittima voglio sfatare il mito del bambino che diventa vittima perché non amato…
al contrario spesso i pedofili si approfittano dell’amore incondizionato dei genitori e abilmente si accattivano la fiducia di questi ultimi specie se sono persone non particolarmente agiate e che quindi in qualche modo si sentono in colpa per non poter offrire ai figli vacanze, passatempi e istruzione adeguati POI VA BENE “CURIAMOLI”, MA PENSIAMO PRIMA AI BAMBINI , persone non ancora sessualmente mature che vengono “oltraggiate” ( il termine non rende l’idea di quello che succede veramente ad un bimbo quando non scopre spontaneamente la propria sessualità) e allora è un dovere fare segnalazioni di sospetti di abuso (sessuale psicologico fisico …..) su minori agli organi preposti anche quando non si hanno certezze sulle responsabilità, ma solo sospetti che un minore sia abusato per qualsiasi motivo. Esistono gli organismi preposti a verificare le situazioni, come telefono azzurro, alcuni dipartimenti dei servizi sociali e non ultimi polizia e carabinieri…. questo per tutelare in primis i bambini che possono così essere seguiti da subito nel loro cammino ed essere preparati ad affrontare il problema con serenità nel futuro. Questo secondo me è fondamentale ed è ciò che vorrei sentire pubblicamente al di là di ogni scusa, non solo dai vescovi, ma da chiunque abbia la responsabilità di gestire ogni aspetto educativo dei bambini, dalla scuola allo sport al tempo libero….. un invito a segnalare situazioni sospette per il bene del futuro sociale e non dimentichiamo che quel bimbo da grande potrebbe anche essere un sacerdote!! L’abuso sui minori è un reato perchè può essere DEVASTANTE , dovrebbe essere considerato un crimine contro l’umanità…. e per questo secondo me è importantissimo incominciare a parlare e far capire che cosa può succedere ad un bimbo quando la sua vita viene stravolta ….. quasi sempre non sa che la sua vita è stravolta e quando se ne rende conto è già un uomo ed è quasi sempre troppo tardi… ecco perchè bisogna intervenire sulle vittime più che sui pedofili che comunque sono persone adulte e responsabili delle loro azioni…
In sostanza mi può anche andare bene che IL MIO CARNEFICE non sia mai stato denunciato da nessuno, nonostante in molti avevano almeno il sospetto che avesse tendenze pedofile, non perdonerò mai il fatto che nessuno si sia preoccupato della mia salute, perchè alla fine è di questo che si parla.
Come potete immaginare l’interpretazione dei problemi legati all’abuso dei bambini mi coinvolge molto e molto emotivamente ed emozionalmente. Proprio questo coinvolgimento, insieme ad altri fattori circostanziali, nel disperato tentativo di uscire dalla stanza buia e silenziosa in cui mi trovavo intrappolato mi ha fatto imboccare la porta di un ambiente meno buio, dove ho potuto portare sul piano sociale il mio bagaglio, ma altre volte, purtroppo, ho varcato inconsapevolmente porte che mi hanno consegnato a luoghi al di fuori della realtà creandomi anche problemi di tipo comportamentale. Tutto a conferma che i traumi se non affrontati possono creare gravi conseguenze quando uno meno se l’aspetta e in maniera molto subdola. Non nascondo di avere ancora molte paure legate al fatto che alcune delle porte buie a volte si aprono davanti a me in maniera inaspettata , confondendosi con le tante porte luminose delle buone opportunità che nel tempo mi si sono presentate e mi si presenteranno davanti. Sto facendo un lavoro molto difficile e delicato, di conseguenza anche molto lento e che necessita di molta energia. Per mia natura cerco di coinvolgere meno persone possibili nel processo, ma è inevitabile che in qualche modo ne sia coinvolto anche chi sceglie di starmi vicino. PARLATE PRIMA DELLE VITTIME E DEI LORO PROBLEMI DI SALUTE , CHE I CRIMINALI PEDOFILI SE LA SBRIGHINO DA SOLI, PERCHE’ IO ANCHE SE ABUSATO PER SEI ANNI DALL’ETA’ DI NOVE ANNI NON MI SONO MAI SOGNATO DI RISERVARE LA STESSA SORTE AD UN ALTRO BAMBINO!!!! EPPURE SON FINITO PIU’ VOLTE IN PSICHIATRIA CON PROBLEMI PSICOTICI MENTRE IL MIO ABUSATORE GIRA SORRIDENTE PER LA CITTA’!!
In sintesi, l’invito a capire chè è un obbligo per tutti, nessuno escluso, segnalare non tanto i presunti pedofili quanto i sopetti di abuso nei confronti dei minori. Dal punto di vista legale non so quanto questo sia garantito dal nostro ordinamento , ne tantomeno da quello canonico. Non mi spiacerebbe capirlo e capire se si può fare qualcosa perchè queste garanzie vengano tutelate in futuro…..
Tutti gli altri discorsi per quanto propositivi passano per demagogia, ipocrisia se non abuso di potere …. Don Bof ha affermato che ha delle riserve sul fatto che un vescovo debba denunciare immediatamente un sacerdote pedofilo perchè fra di loro c’è un rapporto come fra madre e figlio…Una madre responsabile impedisce ai propri figli di fare del male a se stessi e di fare male agli altri figli, ancor più se indifesi..
http://cremonademocratica.org/2013/03/27/pedofilia-parla-una-vittima/
lunedì 18 marzo 2013
Un pedofilo scrive alla sua vittima.
l pedofilo lo è per il resto dei suoi giorni. Spesso lunghi…
La recidività è la sua principale caratteristica. L’arte di nuocere ciò che lo rende, per certi versi, unico.
Quella che state per leggere è la lettera che un pedofilo (mai condannato) ha scritto alla sorella, che per anni a cadenza quotidiana ha abusato, fino a quando raggiunta la maggiore età la ragazza se n’è andata di casa.
Prima leggetevela tutta, poi la commentiamo insieme. “Ciao Franca (il nome è fittizio e l’ho messo io – nota),
è la prima volta che ti scrivo e mi trovo molto in imbarazzo nel farlo.
Diversi anni di silenzio non hanno fatto che amplificare in me il disagio ed il significato dei miei gesti. Il continuo turbamento che macera dentro me non placa; tant’è che detesto fare cose normali come specchiarmi, oppure andare a trovare i nostri genitori.
Mi sento in debito ovviamente con te e poi con loro per avervi tolto la felicità di un’esistenza che non è stata serena.
Da quando essi sono venuti a conoscenza dei fatti, nei loro sguardi traspare tanta commiserazione, percepisco gli interrogativi che vorrebbero pormi per essere saziati dalle mie risposte, alle quali non saprei né argomentare nè dare senso logico. Allora il mio cuore esegue un ennesimo tuffo nell’Ade, lo sconforto prevale sino a sciogliermi le ginocchia e la mente ripiega su sé stessa come plastica al fuoco.
Per cui sguscio via, svio per non sorreggere i loro occhi, mi assale il desiderio di voler sparire: vorrei non essere mai nato, trovarmi tra i fuochi immortali, da qualsiasi altra parte, ma non al loro cospetto.
Mi rivolgo a te sorella per chiederti perdono di qualcosa che nacque per pura curiosità adolescenziale.
Fu forse uno sfregamento l’origine del male, mentre giacevamo insieme nei pomeriggi estivi, accompagnato dall’entusiasmo di qualcosa di nuovo che mi fece perdere il lume della ragione: blackout non lo nascondo, ho sentito il potere questo è vero, per me era solo una scoperta insensata, serrando i tempi con chi è innocente e pura!
Scrivere queste righe è faticoso, mi trema la mano, troppo forte è l’emozione che sorprende gli occhi ed il cuore.
Chiedo il tuo perdono Franca, perchè la mia non è vita, come del resto non lo è stata mai per te.
Sono sempre stato pentito di quel che ho fatto, non sono un debole, per questo volevo venisse tutto celato.
L’impressione di cosa sono stato, è una macchia indelebile che perdurerà alla forza del tempo, mantenendo sempre il proprio alone; per cui ti chiedo l’assoluzione della mia colpa non per cancellare il passato ma per custodirlo come memoria.
Ti prego di riporre la tua fiducia in me, ripristinare la tua presenza anche ridotta ai minimi termini, in modo da riallacciare pian piano il rapporto spezzato:
tornare ad essere fratello e sorella.
Si facesse un tentativo per sbloccare questo stallo ormai consolidato.
Se non te la senti, lo capisco da me, e non ti biasimo; allora l’unico sforzo che ti chiedo di fare sarà quello di comprendermi e di parlare con me al passato come qualcosa che fu e non è più adesso.
Nutrirai ancora del rancore, certamente mi odierai, allora se così staranno le cose, la mia vita sarà un continuo patimento, un continuo vagare sino a giungere in fondo, dove potrò fare anche io come gli animali, cercando un luogo sicuro dove morire, lontano dal clamore per poter riposare in pace: in parte questo già lo faccio. In questo momento ho paura di tutto e non lo dico per suscitare pietà.
Qualora volessi incontrarmi, sarei disposto a farlo anche per diverse sedute in terapia con la dr.ssa che ti sta seguendo, in modo da poter ragionare ed argomentare quanto accaduto.
Ti voglio bene Franca,
FIRMA
http://www.massimilianofrassi.it/blog/
La recidività è la sua principale caratteristica. L’arte di nuocere ciò che lo rende, per certi versi, unico.
Quella che state per leggere è la lettera che un pedofilo (mai condannato) ha scritto alla sorella, che per anni a cadenza quotidiana ha abusato, fino a quando raggiunta la maggiore età la ragazza se n’è andata di casa.
Prima leggetevela tutta, poi la commentiamo insieme. “Ciao Franca (il nome è fittizio e l’ho messo io – nota),
è la prima volta che ti scrivo e mi trovo molto in imbarazzo nel farlo.
Diversi anni di silenzio non hanno fatto che amplificare in me il disagio ed il significato dei miei gesti. Il continuo turbamento che macera dentro me non placa; tant’è che detesto fare cose normali come specchiarmi, oppure andare a trovare i nostri genitori.
Mi sento in debito ovviamente con te e poi con loro per avervi tolto la felicità di un’esistenza che non è stata serena.
Da quando essi sono venuti a conoscenza dei fatti, nei loro sguardi traspare tanta commiserazione, percepisco gli interrogativi che vorrebbero pormi per essere saziati dalle mie risposte, alle quali non saprei né argomentare nè dare senso logico. Allora il mio cuore esegue un ennesimo tuffo nell’Ade, lo sconforto prevale sino a sciogliermi le ginocchia e la mente ripiega su sé stessa come plastica al fuoco.
Per cui sguscio via, svio per non sorreggere i loro occhi, mi assale il desiderio di voler sparire: vorrei non essere mai nato, trovarmi tra i fuochi immortali, da qualsiasi altra parte, ma non al loro cospetto.
Mi rivolgo a te sorella per chiederti perdono di qualcosa che nacque per pura curiosità adolescenziale.
Fu forse uno sfregamento l’origine del male, mentre giacevamo insieme nei pomeriggi estivi, accompagnato dall’entusiasmo di qualcosa di nuovo che mi fece perdere il lume della ragione: blackout non lo nascondo, ho sentito il potere questo è vero, per me era solo una scoperta insensata, serrando i tempi con chi è innocente e pura!
Scrivere queste righe è faticoso, mi trema la mano, troppo forte è l’emozione che sorprende gli occhi ed il cuore.
Chiedo il tuo perdono Franca, perchè la mia non è vita, come del resto non lo è stata mai per te.
Sono sempre stato pentito di quel che ho fatto, non sono un debole, per questo volevo venisse tutto celato.
L’impressione di cosa sono stato, è una macchia indelebile che perdurerà alla forza del tempo, mantenendo sempre il proprio alone; per cui ti chiedo l’assoluzione della mia colpa non per cancellare il passato ma per custodirlo come memoria.
Ti prego di riporre la tua fiducia in me, ripristinare la tua presenza anche ridotta ai minimi termini, in modo da riallacciare pian piano il rapporto spezzato:
tornare ad essere fratello e sorella.
Si facesse un tentativo per sbloccare questo stallo ormai consolidato.
Se non te la senti, lo capisco da me, e non ti biasimo; allora l’unico sforzo che ti chiedo di fare sarà quello di comprendermi e di parlare con me al passato come qualcosa che fu e non è più adesso.
Nutrirai ancora del rancore, certamente mi odierai, allora se così staranno le cose, la mia vita sarà un continuo patimento, un continuo vagare sino a giungere in fondo, dove potrò fare anche io come gli animali, cercando un luogo sicuro dove morire, lontano dal clamore per poter riposare in pace: in parte questo già lo faccio. In questo momento ho paura di tutto e non lo dico per suscitare pietà.
Qualora volessi incontrarmi, sarei disposto a farlo anche per diverse sedute in terapia con la dr.ssa che ti sta seguendo, in modo da poter ragionare ed argomentare quanto accaduto.
Ti voglio bene Franca,
FIRMA
http://www.massimilianofrassi.it/blog/
venerdì 8 marzo 2013
Suggerimenti per gli argomenti da affrontare per l'attenzione dei genitori e responsabili dell'istruzione
Attraverso i nostri messaggi di prevenzione, si consiglia ai genitori di prendere un interesse per quello che fanno i loro figli su Internet e quindi favorire il dialogo.
Soprattutto quando si ha una conoscenza limitata dei nuovi media, non è sempre facile da dis-cuss con esperti web di piccole e grandi dimensioni.
Non solo questo tipo di dialogo, l'uso del computer e di Internet è importante per creare una base di fiducia tra voi e il vostro bambino, ma aiuta anche a identificare i potenziali comportamenti problemi. Quali giochi del vostro bambino? E se gli piace particolarmente favorevole nel suo gioco-ri? Con gab colui che tutti i giorni? Che foto che ha pubblicato su Netlog un'altra Comunità piattaforma, e che tipo di informazioni che divulgate? Lei ha il diritto e il dovere di sapere che cosa il vostro bambino fa quando passa il tempo sul computer. Questo fa parte della vostra formazione dovere.
Qui ci sono alcune idee per aiutarvi a parlare con attività preferite del vostro bambino sul web e per aumentare la consapevolezza di certi pericoli.
Adolescenti e social networking è un problema enorme con molte ramificazioni che rende il compito di affrontare un particolare argomento difficile. Siamo pienamente consapevoli di questa complessità e, in risposta, abbiamo creato un albero di decisione che troverete di seguito. Attraverso domande, vi guiderà a informazioni rilevanti. Quando hai trovato un tema tanto caro al vostro cuore, si riceverà anche tutte le informazioni necessarie insieme in un download PDF. Naturalmente, queste informazioni sono disponibili anche sul nostro sito web. Clicca sull'immagine per ingrandire la struttura decisionale. Per tornare alla pagina iniziale, premere il tasto "ESC / ESC".
Attraverso i nostri messaggi di prevenzione, si consiglia ai genitori di prendere un interesse per quello che fanno i loro figli su Internet e quindi favorire il dialogo.
Soprattutto quando si ha una conoscenza limitata dei nuovi media, non è sempre facile da dis-cuss con esperti web di piccole e grandi dimensioni.
Non solo questo tipo di dialogo, l'uso del computer e di Internet è importante per creare una base di fiducia tra voi e il vostro bambino, ma aiuta anche a identificare i potenziali comportamenti problemi. Quali giochi del vostro bambino? E se gli piace particolarmente favorevole nel suo gioco-ri? Con gab colui che tutti i giorni? Che foto che ha pubblicato su Netlog un'altra Comunità piattaforma, e che tipo di informazioni che divulgate? Lei ha il diritto e il dovere di sapere che cosa il vostro bambino fa quando passa il tempo sul computer. Questo fa parte della vostra formazione dovere.
Qui ci sono alcune idee per aiutarvi a parlare con attività preferite del vostro bambino sul web e per aumentare la consapevolezza di certi pericoli.
Adolescenti e social networking è un problema enorme con molte ramificazioni che rende il compito di affrontare un particolare argomento difficile. Siamo pienamente consapevoli di questa complessità e, in risposta, abbiamo creato un albero di decisione che troverete di seguito. Attraverso domande, vi guiderà a informazioni rilevanti. Quando hai trovato un tema tanto caro al vostro cuore, si riceverà anche tutte le informazioni necessarie insieme in un download PDF. Naturalmente, queste informazioni sono disponibili anche sul nostro sito web. Clicca sull'immagine per ingrandire la struttura decisionale. Per tornare alla pagina iniziale, premere il tasto "ESC / ESC".http://www.skppsc.ch/10/fr/1internet/2sicherheit_in_sozialen_netzwerken/2erwachsene/110propositions_entretien_pour_educateurs_apropos_des_reseaux_sociaux.php#.UTozO1e3v-I
Soprattutto quando si ha una conoscenza limitata dei nuovi media, non è sempre facile da dis-cuss con esperti web di piccole e grandi dimensioni.
Non solo questo tipo di dialogo, l'uso del computer e di Internet è importante per creare una base di fiducia tra voi e il vostro bambino, ma aiuta anche a identificare i potenziali comportamenti problemi. Quali giochi del vostro bambino? E se gli piace particolarmente favorevole nel suo gioco-ri? Con gab colui che tutti i giorni? Che foto che ha pubblicato su Netlog un'altra Comunità piattaforma, e che tipo di informazioni che divulgate? Lei ha il diritto e il dovere di sapere che cosa il vostro bambino fa quando passa il tempo sul computer. Questo fa parte della vostra formazione dovere.
Qui ci sono alcune idee per aiutarvi a parlare con attività preferite del vostro bambino sul web e per aumentare la consapevolezza di certi pericoli.
Adolescenti e social networking è un problema enorme con molte ramificazioni che rende il compito di affrontare un particolare argomento difficile. Siamo pienamente consapevoli di questa complessità e, in risposta, abbiamo creato un albero di decisione che troverete di seguito. Attraverso domande, vi guiderà a informazioni rilevanti. Quando hai trovato un tema tanto caro al vostro cuore, si riceverà anche tutte le informazioni necessarie insieme in un download PDF. Naturalmente, queste informazioni sono disponibili anche sul nostro sito web. Clicca sull'immagine per ingrandire la struttura decisionale. Per tornare alla pagina iniziale, premere il tasto "ESC / ESC".
Attraverso i nostri messaggi di prevenzione, si consiglia ai genitori di prendere un interesse per quello che fanno i loro figli su Internet e quindi favorire il dialogo.
Soprattutto quando si ha una conoscenza limitata dei nuovi media, non è sempre facile da dis-cuss con esperti web di piccole e grandi dimensioni.
Non solo questo tipo di dialogo, l'uso del computer e di Internet è importante per creare una base di fiducia tra voi e il vostro bambino, ma aiuta anche a identificare i potenziali comportamenti problemi. Quali giochi del vostro bambino? E se gli piace particolarmente favorevole nel suo gioco-ri? Con gab colui che tutti i giorni? Che foto che ha pubblicato su Netlog un'altra Comunità piattaforma, e che tipo di informazioni che divulgate? Lei ha il diritto e il dovere di sapere che cosa il vostro bambino fa quando passa il tempo sul computer. Questo fa parte della vostra formazione dovere.
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Adolescenti e social networking è un problema enorme con molte ramificazioni che rende il compito di affrontare un particolare argomento difficile. Siamo pienamente consapevoli di questa complessità e, in risposta, abbiamo creato un albero di decisione che troverete di seguito. Attraverso domande, vi guiderà a informazioni rilevanti. Quando hai trovato un tema tanto caro al vostro cuore, si riceverà anche tutte le informazioni necessarie insieme in un download PDF. Naturalmente, queste informazioni sono disponibili anche sul nostro sito web. Clicca sull'immagine per ingrandire la struttura decisionale. Per tornare alla pagina iniziale, premere il tasto "ESC / ESC".http://www.skppsc.ch/10/fr/1internet/2sicherheit_in_sozialen_netzwerken/2erwachsene/110propositions_entretien_pour_educateurs_apropos_des_reseaux_sociaux.php#.UTozO1e3v-I
giovedì 14 febbraio 2013
Nel giorno di “One Billion Rising”, la
campagna lanciata da Eve Ensler nel 15° anniversario del V-Day (Vagina
Day) in cui un miliardo di uomini e donne vengono invitati ad alzarsi e a
ballare tutti insieme contro la violenza maschile sulle donne, la
giornata comincia con la morte di una donna uccisa con 4 colpi di pisola
al braccio e alla testa. A sparare in Sud Africa alle 4 del mattino nel
proprio appartamento di Silverlakes a Pretoria, è stato il noto atleta
Pistorius, primo sportivo paralimpico ad aver partecipato alle
Olimpiadi, che ha ucciso la sua fidanzata, la modella Reeva Steenkamp di
trent’anni, che frequentava l’uomo da novembre. Secondo il racconto di
Pastorius, lui avrebbe sparato perché pensava che a quel’ora fossero
entrati i ladri in casa sua, e solo dopo averla uccisa ha ipotizzato che
forse la donna era entrata nel suo appartamento di nascosto per fargli
una sorpresa per san valentino. Molti giornali hanno scritto che
probabilmente si tratta di un errore, ma gli inquirenti già da ora hanno
escluso questa ipotesi dell’errore, sostenendo che, come dice Sky24,
“l’ipotesi dell’errore non regge” e che si tratti quindi di
“omicidio”. “Si è inoltre appreso – riporta tgcom 24 – che alcuni vicini
di casa di Pistorius hanno sentito all’alba di questa mattina grida e
urla provenire dall’abitazione dell’atleta”. La polizia sudafricana
avrebbe poi anche aggiunto che “la villa è molto sicura, sempre sotto
controllo” e che sarebbe “strano che potesse entrarvi un ladro” per i
controlli rigidissimi che ci sono per entrare nel lussuoso complesso
residenziale, e che Pistorius sarà sottoposto a controlli medici per
stabilirne il livello di alcol e la presenza di eventuali segni di
colluttazione. Inoltre Pastorius prima di uccidere Reeva Steenkamp,
aveva già dei precedenti per aggressioni su una ragazza di 19 anni che
nel 2009 aveva denunciato l’atleta per lesioni personali gravi tanto da
farlo trattenere per una notte in prigione: anche se poi la ragazza
ritrattò cambiando l’accusa in aggressione semplice così da far
rilasciare Pistorius.
Oggi però questa notizia sconvolge perché
ancora nel mondo la quantità di possibili femminicidi perfetti fa
rabbrividire, e soprattutto chiarisce come anche l’uomo più
insospettabile può essere pericoloso non perché sia malato di mente ma
semplicemente violento, e che un uomo ricco, bello e importante possa
anche pensare di eliminare fisicamente la propria compagna pensando di
farla franca. In Italia stamattina la ministra della giustizia Paola
Severino ha detto a Radio24 di voler escludere i delitti violenti contro
le donne dai reati per i quali possono essere ottenuti benefici e
riduzioni di pena, sottolineando che “Il prossimo Parlamento potrebbe
prevedere che reati che sono connessi a violenza sulle donne devono
essere esclusi dal novero dei reati che possono godere di benefici”,
come deterrente. Ma la violenza sulle donne non è solo un reato perché
comprende un modo di pensare, una cultura, un pregiudizio profondamente
radicato negli uomini e nelle donne, che non coinvolge solo chi la
subisce o chi ne è autore, ma anche chi la sostiene e chi non la
riconosce, in un contesto dove in realtà tutte le donne subiscono una
forma di violenza nella vita e in quanto donne sono tutte potenziali
vittime di femminicidio.
La violenza contro le donne è un fenomeno
che tocca tutte noi perché non è solo violenza sessuale o fisica, ma è
anche violenza psicologica o economica, e avviene in diversi contesti
come la famiglia, ma che può essere sostenuta e perpetrata dalle
istituzioni, a scuola, sul lavoro, e comincia già quando l’educazione
impone alle bambine un certo tipo di comportamento e di ruolo ben
definito resettando il nostro cervello su quello che puoi o non puoi
fare, basandosi su un pregiudizio per cui una femmina è in grado o non è
in grado di intraprendere qualcosa: un messaggio che quella bambina
avrà impresso dentro di sé fino a diventare un riflesso condizionato, e
di cui può liberarsi solo con la consapevolezza, teorica ma anche
pratica, che è sbagliato. Alla base di ogni violenza sulle donne c’è
sempre e comunque la discriminazione, che può essere combattuta solo con
un bilanciamento di potere in politica e ai vertici delle aziende, così
come nella sfera privata che in quella pubblica, in una scala di
discriminazione che va dalle “battutine” al femminicidio, e che a
livelli diversi ci investe tutte. Una consapevolezza che ci dovrebbe far
riflettere sul fatto che anche chi non ha subito una violenza fisica
e/o sessuale ha sicuramente subito nella sua vita una forma di
discriminazione che è in sé per sé una violenza. Il numero crescente di
femminicidi nel mondo dimostra come molte donne siano ancora ad alto
rischio di vita in un contesto dove però questo non è percepito
adeguatamente, tanto che la maggior parte dei governi a livello globale
non prendono in seria considerazione l’applicazione di politiche dirette
al contrasto della violenza contro le donne né tentano di salvare la
vita di queste donne investendo sulla prevenzione e sulla protezione. E
anche nei Paesi cosiddetti “democratici” l’idea patriarcale del potere
in cui, anche se possono apparire avanzate, in realtà non superano il
pregiudizio che le donne vengono sempre e comunque dopo gli uomini. La
speranza è che siano le donne a risollevare le loro teste per dire no
agli uomini che alzano la mano su di loro, solo così gli uomini potranno
interrogarsi sul perché hanno quella mano alzata.
domenica 27 gennaio 2013
Giornata della Memoria dell'Olocausto e della prevenzione d
Il Giorno della Memoria: nessuno dimentichi lo sterminio
C’è un paio di scarpette rosse
numero ventiquattro
quasi nuove:
sulla suola interna si vede ancora la marca di fabbrica
“Schulze Monaco”.
C’è un paio di scarpette rosse
in cima a un mucchio di scarpette infantili
a Buckenwald
erano di un bambino di tre anni e mezzo
chi sa di che colore erano gli occhi
bruciati nei forni
ma il suo pianto lo possiamo immaginare
si sa come piangono i bambini
anche i suoi piedini li possiamo immaginare
scarpa numero ventiquattro
per l’ eternità
numero ventiquattro
quasi nuove:
sulla suola interna si vede ancora la marca di fabbrica
“Schulze Monaco”.
C’è un paio di scarpette rosse
in cima a un mucchio di scarpette infantili
a Buckenwald
erano di un bambino di tre anni e mezzo
chi sa di che colore erano gli occhi
bruciati nei forni
ma il suo pianto lo possiamo immaginare
si sa come piangono i bambini
anche i suoi piedini li possiamo immaginare
scarpa numero ventiquattro
per l’ eternità
perché i piedini dei bambini morti non crescono.
C’è un paio di scarpette rosse
a Buckenwald
quasi nuove
perché i piedini dei bambini morti
non consumano le suole.
(Joyce Lussu)
C’è un paio di scarpette rosse
a Buckenwald
quasi nuove
perché i piedini dei bambini morti
non consumano le suole.
(Joyce Lussu)
mercoledì 16 gennaio 2013
Allarme pedofilia. I potenti sacrificano i bambini!


Riprendiamo un articolo datato ma attualissimo.
INFORMARE PER CONOSCERE, PERCHE’ QUESTA E’ LA VERITA’!
RACCAPRICCIANTE. Quanto ha recentemente svelato la maxi-inchiesta di Torre Annunziata sulla pedofilia via Internet, va al di là di ogni immaginazione. Centinaia, forse migliaia, di piccoli seviziati. Bambini stuprati, uccisi e filmati. Il turpe traffico, con diramazioni internazionali e basi in tutta Italia, è stato scoperto grazie anche all’aiuto di Telefono Arcobaleno. Tutto ha avuto inizio il 27 settembre 2000 quando la procura di Torre Annunziata, ha inviato sei ordini di cattura in Italia, per acquisto di immagini pedo-pornografiche, e tre in Russia, per la produzione e la vendita del materiale pedofilo. L’Italia ha appreso con sgomento che con sette milioni si può vedere uccidere un innocente, uno per spiarlo nudo, ecc. Ora si pensa, con orrore, alla tremenda fine che hanno potuto fare alcuni dei tanti giovanissimi scomparsi e, intanto, si cercano in tre città, Civitavecchia, Vercelli e Catania, alcuni bimbi dei filmati degli orrori.
Un numero incredibile di bambini che scompaiono.
L’allarme, tuttavia, era stato lanciato da tempo. Un numero incredibile di persone sparisce ogni giorno nel nulla, soprattutto giovanissimi. Molti di loro si trovano, di altri non se ne sa più niente. E’ come se si fossero volatilizzati, spariti. Nel mondo spariscono ogni anno molte migliaia di persone. Ogni anno in Italia sono dichiarati scomparsi oltre 2000 minori. Alcuni di loro tornano a casa da soli, altri vengono ritrovati dalle forze dell’ordine, altri ancora non hanno mai fatto ritorno. Secondo le cifre del Ministero dell’Interno, solo nel 1996, sono stati dichiarati scomparsi 2391 minori. Di questi, 1912 hanno riabbracciato le loro famiglie. Al marzo ’98 i minori dichiarati scomparsi erano 1419, di cui 796 sono stati rintracciati dalle forze dell’ordine. Che fine fanno i tanti di cui si perderà ogni traccia?
Per farsi una pallida idea di quanto è grave il fenomeno basti sapere che, nel 1997, “Il Giornale” (15 Marzo 1997) titolava un lungo pezzo: “Dal ’90 quadruplicati i ragazzi spariti”. Oggi sono molti di più. Un calcolo, anche approssimativo, è impossibile. Il quotidiano, tra l’altro, denunciava: “Cresce il numero dei giovani, soprattutto tra i 15 e i 18 anni, che svaniscono nel nulla. Le piste: droga, sette religiose, voglia d’avventura e mercato degli schiavi” e, come vedremo, altro ancora. Nel mondo la situazione è molto più allarmante. Solo negli Stati Uniti ogni giorno scompaiono 2200 bambini. Tra questi “desaparecidos” tanti sono, anche, i bambini al di sotto dei dieci anni. E’ un problema grave, molto sentito in Europa, ne fanno fede la “Raccomandazione” (n.R-79-6) in relazione alle “Missing Persons” stabilita dal Council of Europe e la pubblicazione della Oxford Up. “The dictionary of national biography: missing person”.
Se molti di questi giovani vengono ritrovati, di altri non se ne saprà più nulla. Alcuni di loro finiscono nella rete della prostituzione, della pornografia, della pedofilia, altri nel sottobosco criminale dei devoti di Satana. Il giornale “La Stampa” (8/2/87) riporta la notizia di una sètta satanica che reclutava bambini. Ecco quanto scrive il quotidiano: “La sètta, “Gli scopritori” (Finders), fondata a Washington da un ‘santone’ che oggi ha 66 anni, Marion Pettie, si serve dei piccoli per i suoi riti demoniaci, imperniati sul sacrificio di animali e, si sospetta, anche su pratiche sessuali. …La scoperta dell’organizzazione, sorta dai resti di una comune di hippies degli Anni Sessanta, ha sconvolto la capitale e tutti gli Stati Uniti”.
Pedofilia e satanismo.
Ciò che più lascia sconcertati di questa sètta è che, secondo Ted Gunderson, dirigente dell’FBI di Los Angeles fino al pensionamento nel 1979 e, da allora, investigatore privato e consulente per la sicurezza, è, a quanto scrive la rivista “Nexus. New Times”, n. 23 (edizione italiana), la sua affermazione: “La mia conferenza relativa ai ‘bambini scomparsi’ documenta che i Finders (Scopritori, ndt) di Washington, DC, sono un’organizzazione di facciata della CIA; si tratta di un’operazione coperta coinvolta nel traffico internazionale di bambini”. Egli, commenta Uri Dowbenko, autore dell’articolo sulla citata rivista, si riferisce ad un rapporto del Servizio Dogana U.S.A. che asserisce che il caso della sètta Finders deve essere chiuso per il motivo che è “un affare interno della CIA”.
Uri Dowbenko scrive ancora nel n. 23 di “Nexus”: “Bambini scomparsi, violenze sessuali su di essi e pedofilia a livello mondiale puntano tutti verso il coinvolgimento di una rete organizzata di criminali di alto livello che controllano di nascosto il sistema legale. L’ex agente del FBI ed investigatore privato Ted Gunderson si trova d’accordo. Egli sostiene che – esiste una considerevole sovrapposizione di vari gruppi e organizzazioni, tuttavia la forza trainante è rappresentata dal movimento del culto satanico odierno- ”.
La drammatica testimonianza di una giovane vittima.
Paul Bonacci, è un giovane recluso al centro correzionale di Lincoln, in isolamento, perché più volte minacciato di morte, per via di accuse gravissime rivolte dal giovane ad insospettabili uomini di potere. Lo psichiatra che lo ha sottoposto a perizia, Beverly Mead, ha dichiarato che il ragazzo è sano di mente e, a suo parere, dice il vero. Bonacci racconta: “Ero nelle mani di un gruppo denominato Namba (North American man – Boy Love Association) che mi portava in riunioni a New York o a Boston. All’età di 9 anni, fui portato in un hotel con altri 5 ragazzi e ci hanno costretti ad avere rapporti sessuali mentre ci filmavano. In seguito mi obbligarono ad avere rapporti con bambini. Solo nel 1986 sono riuscito a slegarmi dal gruppo. (…). Nell’estate del 1985, Larry King (leader del progetto repubblicano di aiuti alla comunità di colore americana, ndr) mi portò, insieme ad un altro ragazzo, Nicholas, di Aurora, nel Colorado, in California per girare un film. …c’era un ragazzo in gabbia. (…). Ci fecero spogliare e indossare dei vestiti tipo Tarzan e ci obbligarono ad avere rapporti con il ragazzo nella gabbia. Ci dissero di picchiarlo. (…). Arrivò un uomo e iniziò a sbattere il ragazzo come se fosse una bambola. Prese una pistola, gliela puntò in testa e sparò… (Bonacci poi fa i nomi di alcune delle persone che hanno abusato sessualmente di lui, ndr) Alan Bair, Peter Citron, Larry King, Harry Anderson, il deputato Barney Franks, a Washington. (…). …nel 1984 mi portarono al ranch South Fork, a Dallas, nel Texas, in corso la Convention Repubblicana e Larry King organizzava dei party-pedofili” (Giovanni Caporaso e M. Cocozza Lubisco, Bambini. Il mercato degli orrori, in “Avvenimenti”, 17 luglio 1991).
Paul Bonacci fu testimone di accadimenti ancora più spaventosi e prosegue il suo racconto con rivelazioni shoccanti: “Sono stato testimone del sacrificio umano di un bambino di pochi mesi. Era la ricorrenza del tempo della nascita di Cristo e, in questo rituale annuale, tutti cantavano per pervertire il sangue di Cristo. Con un pugnale uccisero e fecero a pezzi il bambino; poi riempirono una coppa col suo sangue mescolandola ad urina e ci obbligarono a bere dalla coppa mentre loro cantavano: ‘Satana è il Signore…’ ” (DeCamp J., The Franklin Cover-up, AWT, Inc. Lincoln, Nebraska 1992).
Le indagini della Commissione Franklin.
Le persone legate a King, leader del progetto Repubblicano di aiuti alla comunità nera tramite la “Credit Union” e il “National Black Repubblican Council”, erano dedite a “rapimenti di bambini da impiegare nella prostituzione, produzione di snuff-film (film con morti in diretta) e party-pedofili. Dopo l’avvio delle indagini della Commissione Franklin, numerosi ‘incidenti’ hanno allontanato la data del processo contro di lui. Dan Ryan, socio di King, è stato trovato strangolato nella sua macchina. Bill Baker… partner del vice-presidente del ‘National Blak Repubblican Council’ nel business della pornografia, è stato ucciso con un colpo alla nuca. Curtis Tucker… si è ‘gettato’ da una finestra dell’Holiday Inn. Charlie Rogers, amante di King, si è ‘fatto saltare’ la testa con un colpo di pistola. Bill Skaleske, ufficiale del Dipartimento di Polizia di Omaha che dirigeva le indagini su King, è stato trovato morto… Joe Malek, altro socio del mercante di bambini e proprietario del Peony Park, dove si svolgevano i party dei pedofili, è stato trovato morto, ucciso da un colpo di pistola: la polizia ha archiviato il caso come suicidio. Molti testimoni sono restii a presentarsi… Mike Lewis, 32 anni, incaricato di proteggere le vittime-testimoni, è stato trovato morto per un attacco di diabete. La commissione Franklin si è poi definitivamente arenata quando l’investigatore incaricato delle indagini, Gary Caradori, è morto in un misterioso incidente aereo, dopo aver informato il suo ufficio di avere informazioni sensazionali: ‘è dinamite…’ “ (Giovanni Caporaso e M. Cocozza Lubisco, Bambini. Il mercato degli orrori, cit.)
Quanto ho raccolto in questo dossier, in relazione a certe efferatezze orripilanti, è, tuttavia, solo la punta di un iceberg di impensabili proporzioni. Nell’incredibile indifferenza dei mass media le stragi di innocenti continuano. A Los Angeles, in 22 comuni della contea, gli inquirenti stanno investigando su un gran numero di casi di pedofilia a sfondo rituale. In più parti del mondo si conoscono casi di bambini sacrificati a Satana. Ecco una terribile conferma: “Satana ha preso piede anche in Sudafrica con tutti i raccapriccianti aspetti del suo culto, quali il sacrificio di bambini sgozzati sull’ ‘altare’ del principe delle tenebre… riunioni orgiastiche dove giovanissimi sono obbligati ad avere rapporti sessuali con cani o caproni, i simboli più oleografici di Lucifero” (“Corriere della Sera”, 20 maggio 1990).
inchieste insabbiate.
Le indagini vengono, quasi sempre, insabbiate, vi è come una congiura del silenzio, coperture misteriose. Ted Gunderson, per quanto riguarda gli Stati Uniti, ha affermato: “Ho quattro testimonianze particolareggiate di tre detenuti coinvolti in rituali satanici e una di un sacerdote dello Utah, che mi hanno confermato l’esistenza di cinquantamila-sessantamila casi annuali di sacrifici umani. (…). Sono stati ritrovati numerosi cimiteri in tutto il Paese, con decine di cadaveri non identificati e nessuno ha indagato a fondo…” (Giovanni Caporaso e M. Cocozza Lubisco, Bambini. Il mercato degli orrori, cit.).
I crimini satanici sono in espansione in tutto il mondo. Per quanto concerne l’Inghilterra, Dianne Core, responsabile dell’Istituto Childwatch (Associazione di assistenza e protezione dei minori), ha denunciato connubi dei satanisti con lobby politiche che tendono a coprire le loro efferatezze. La dott.ssa Core ha, tra l’altro, affermato: “Purtroppo non abbiamo ancora individuato il vertice della gerarchia che controlla il satanismo in Gran Bretagna. …godono di protezioni ad altissimo livello”. Pedofili satanisti sono presenti anche a Londra. Il “Corriere della Sera” del 18 marzo 1990, denuncia: “Londra. Bambini torturati e violentati nel corso di riti satanici, feti estratti a forza dal ventre di madri minorenni e immolati… Ai confini della realtà suonano, infatti, i racconti di bambine e adolescenti offerte agli alti sacerdoti di una sètta e ai loro adepti per essere violentate. Una volta gravide, le piccole verrebbero costrette ad abortire e il feto di quattro mesi sacrificato per la purificazione dei satanisti che ne berrebbero il sangue o se ne ciberebbero. …Un’inchiesta condotta da 66 gruppi di ricerca della ‘Società nazionale per la prevenzione della crudeltà contro i bambini’ nel Regno Unito conferma l’esistenza di tali pratiche…”.
Feti mangiati in una cena satanica.
L’inglese Dianne Core, il 19 gennaio del 1998, alla cerimonia di fondazione del “Tribunale Internazionale Martin Luther King” denunciò che in Inghilterra nel mese di Aprile sarebbe iniziato un processo per stupro nei confronti di una giovane della quale disse: “Fu violentata da quando era piccola fino all’età di 15 anni. Quando raggiunse la fecondità, fu messa incinta otto volte; ogni volta fu fatta abortire al quarto mese e i feti furono messi nel congelatore, quindi mangiati in una cena satanica a cui lei fu obbligata a partecipare”. Il rapporto tra pedofilia e satanismo è stato più volte provato. Diverse inchieste giornalistiche e molti responsabili di centri di protezione per l’infanzia hanno lanciato il messaggio che, più frequentemente di quanto si creda, il racket della prostituzione dei minori e della pedofilia sono gestiti da sètte sataniche. Telefono Arcobaleno, l’associazione contro la pedofilia il cui direttore è il parroco di Avola (Siracusa), don Fortunato Di Noto, ha scoperto e denunciato un sito satanista che mostra terribili foto di sacrifici umani a Satana e le vittime sono giovanissimi. Di Noto ha affermato: “Si aveva il sospetto che il satanismo fosse in qualche modo legato alla pedofilia e ai sacrifici umani. Ma non si erano ancora rinvenuti siti così crudeli da ostentare le foto di sacrifici umani anche su soggetti minorenni. Le immagini a quanto pare non sono risultato di fotomontaggio” (“Gazzetta del Sud”, sabato 1 Luglio 2000).
In Inghilterra un bambino ha fatto rivelazioni allucinanti. Il quotidiano “Il Giorno” (15/9/90) scrive: “Nei suoi racconti confusi emergono truculente storie di uccisioni di neonati, di tombe aperte di notte, di cannibalismo e di riti misteriosi con diavoli e fantasmi e bambini costretti a bere pozioni misteriose prima di venir violentati e chiusi in gabbia. Le rivelazioni erano state fatte dal piccolo e da sua sorella in marzo, con l’aiuto di bambole e disegni”. Misfatti, che sembrerebbero godere di protezioni ad alto livello.
Lobby politiche di alto livello e pedofilia.
Il giornalista Maurizio Blondet, nel corso di un’intervista (apparsa su “Teologica”, settembre/ottobre 1996), mi disse: “Certi personaggi praticano strani riti su un’isola vicino a Washington. Sono personaggi di alto livello, si riuniscono, in notti di luna piena, e celebrano dei riti molto particolari. Naturalmente nessuno vuole indagare su questo perché si tratta di gente molto potente. Sono cose che si sussurrano. Allo stesso modo in certi ‘entourage’ politici di alto livello si dice, molto sottovoce, che vengano stuprati dei bambini. Il tutto avviene in un sottofondo rituale di magia nera. Non sono persone comuni che fanno queste cose, si tratta di gente che ricopre altissime cariche, funzionari del Pentagono, etc.”.
Orrori su orrori, che si intersecano in quella terra buia degli adoratori del diavolo. Ecco quanto scrive ancora “Il Corriere della Sera” (28/7/90): “Orrore a Londra dopo la scoperta di un mercato di pellicole per pedofili con riprese dal vero” e più avanti “Scotland Yard teme che almeno venti bambini, scomparsi senza lasciare traccia negli ultimi sei anni, abbiano fatto una fine orribile. Una squadra speciale è stata formata per indagare nel lurido mercato dei video pornografici ‘snuff’ destinati a pedofili sadici. La parola ‘snuff’ in gergo significa ‘morire, spegnersi’ e in questi video le piccole vittime sono riprese dalle telecamere mentre sono torturate e uccise dopo avere subito violenze sessuali. La polizia è convinta che almeno sei bambini siano morti in questo modo a Londra e nella contea del Kent. L’Inghilterra… ha appreso con orrore che in seno alla società circolano mostri pronti a filmare i tormenti, l’agonia e la morte di bambini per soddisfare il piacere perverso di tanti altri mostri pronti a pagare dieci milioni per una copia del film”.
I misteri del Belgio.
E’ una tragedia immane, che dilaga sempre di più ovunque. Le stime esatte delle giovanissime vittime sono impossibili e non esistono dati certi sull’entità del fenomeno, tuttavia, non meno di 250 milioni di copie di videocassette sono commercializzate in tutto il mondo, solo negli Stati Uniti sono stati venduti 20 milioni di video. Film sempre più ‘forti’, spesso, con torture seguite dalla morte del bambino. Ogni anno, nel mondo, un milione di minori di 18 anni è vittima dei commerci più turpi, che vanno dal sesso perverso nelle sue più svariate forme: prostituzione, turismo sessuale, pedofilia, pornografia, sadismo, etc., fino all’omicidio. Fatti orribili accadono in ogni parte di questo nostro pianeta. Sono recentissime le efferatezze compiute in Belgio. Fatti che, giorno dopo giorno, emergono identici a quelli appena narrati. Orrori, come quelli che sarebbero stati compiuti dal pedofilo criminale Marc Dutroux, ribattezzato il <<mostro di Marcinelle>>. Fatti truci e sconvolgenti, che la dicono lunga sulla diffusione di questo raccapricciante fenomeno.
Nei video del Dutroux “si vedrebbero – scrive la ‘Gazzetta del Sud’ del 23 novembre 1996 – bambine violentate fino ad essere uccise. La denuncia è stata fatta ieri durante le manifestazioni organizzate a Parigi in occasione della prostituzione minorile e a dare l’incredibile notizia è stata la signora Sophie Wirtz, a capo della sezione belga del ‘Movimento del nido’ “. Più avanti altri fatti terribili: “Non si è ancora toccato il fondo dell’orrore in questa tragedia – ha detto la signora Wirtz – da due anni continuiamo a dire che le cassette video che fanno vedere la morte in diretta di bambini circolano in Belgio e temo che nell’affare Dutroux ci si orienti proprio verso questo genere di nefandezze”. La Wirtz afferma che, dall’inizio dei fatti accaduti in Belgio, le video cassette di pornografia minorile sequestrate sarebbero 600. La presidente del “Movimento del nido”, nell’intervista pubblicata dal quotidiano, spiega che la pedofilia: “non è un rapporto affettivo anzi è l’espressione del dominio sul bambino e lo stadio estremo di questo dominio è proprio la morte”. Parole che bruciano come fuoco.
Nell’affare Dutroux c’è di tutto: pedofilia, omicidi, necrofilia, snuff-film e personaggi dell’alta società belga, del mondo dell’alta finanza, della politica, etc. Questa è almeno l’opinione dei cittadini belgi. E’ anche strano che ad oggi l’inchiesta non abbia portato ancora a nulla circa i complici del Dutroux, anzi, sembra essersi arenata. Sono tanti i misteri. Dutroux aveva già ricevuto nell’89 una condanna di 13 anni di carcere per aver sequestrato e violentato, a più riprese, due minorenni nel 1985 e la sua compagna Michèle Martin è stata condannata a sei anni di carcere per analoghe imputazioni. Ma i due non hanno scontato totalmente la pena, avendo ottenuto la grazia direttamente dal re. Si mormora anche che le piccole vittime sono molto di più di quanto è stato detto. Così, mentre in Belgio oltre 350 mila persone manifestavano in piazza contro il mostro di Marcinelle e i tanti misteri che circondano quei crimini, in Svizzera calava il più stretto silenzio sul magnate elvetico arrestato, in Sri Lanka, con l’accusa di aver violentato mille e cinquecento bambini.
La sètta Anubis e il caso Dutroux.
La zia di una delle due ragazzine assassinate da Mark Dutroux, il mostro di Marcinelle, ha fatto gravi dichiarazioni: “Il mercato dei video porno che coinvolgono minori ha tentacoli in tutta Europa, in Olanda, in Germania e in Svizzera”. Mostruosità di un mondo che abusa dei bambini in ogni modo possibile, li stupra, li sevizia, li uccide brutalmente. Non è estraneo a questa efferatezza il revival dei culti satanici, che sono tornati in auge. Dal quotidiano fiammingo “Der Standaard”, si è appreso con stupore, che almeno quattro poliziotti farebbero parte della sètta satanica “Abrasax”, sospettata di aver comprato bambine, dal killer-pedofilo Dutroux, per i loro riti. Si è arrivati a questa sconcertante scoperta grazie ad una lettera (un “buono di comando” si è detto) trovata durante una delle perquisizioni successive alla scoperta dei corpi di Julie e Melissa, nella casa di Bernard Weinstein, sepolto vivo dallo stesso Dutroux. In questa lettera firmata “Anubis” si chiedeva a Weinstein di “non dimenticare di ricordargli che la grande festa si avvicina e noi attendiamo il regalo per la grande sacerdotessa”. Evidentemente Weinstein doveva “ricordare” la promessa a Dutroux.
In più è stato trovato, anche, uno strano documento, nel quale, si faceva presente la necessità di trovare il prima possibile “otto vittime da uno a 33 anni”. “Anubis” è, al secolo, Francis Desmedt che è anche “gran maestro” della cosiddetta “vieille religion”, una specie di associazione internazionale di streghe. E la grande sacerdotessa ha anche lei un nome? Certo, si chiama Dominique Nephtys, anche lei un pezzo da novanta della “chiesa belga di Satana”. Chi sono gli altri membri di questa sètta satanica rimasti segreti? E su quali protezioni hanno potuto contare? Le indagini si presentano subito difficili e lascia stupiti il fatto che viene cacciato il giudice anti-pedofilo Connerotte. Il magistrato non indagherà più su Dutroux. La Corte di Cassazione ha, infatti, deciso di togliere l’inchiesta al giudice istruttore Jean Marc Connerotte, che era diventato un eroe popolare. Alla notizia seguono manifestazioni e scioperi a catena. Una donna, mentre i manifestanti urlavano: “Justice pourrie” (giustizia marcia) ha gridato: “Oggi i bambini sono stati uccisi per la seconda volta”.
Ii console pedofilo.
Personaggi insospettabili continuano a fare scempio dei bambini e, spesso, rimangono impuniti. Recentemente il console aggiunto israeliano a Rio de Janeiro, Arie Scher, è stato accusato di pedofilia e traffico di minorenni è ed fuggito dal Brasile rifugiandosi in Israele. Scher sarebbe riuscito a scappare dal Brasile prima che le forze dell’ordine riuscissero a diffondere le sue generalità ai posti di frontiera. La polizia brasiliana ha raccolto, tra l’altro, le dichiarazioni di una ragazzina di tredici anni. La bambina “avrebbe partecipato a varie festicciole ‘a luci rosse’ nell’appartamento del console nell’elegante quartiere di Ipanema. La stessa ragazzina appare nuda, abbracciata al diplomatico, in una foto tra le numerose sequestrate nell’appartamento. Secondo la polizia, Scher e il suo complice, il professore di ebraico George Schteinberg, mantenevano nove siti Internet di pornografia e pedofilia” (“Gazzetta del Sud”, 7 Luglio 2000).
La caccia ai bambini in Belgio.
Ma c’è di peggio. il settimanale “Diario“ (anno V numero 15. Da mercoledì 12 aprile a martedì 18 aprile 2000) pubblica un servizio davvero pauroso: “Dopo la terribile denuncia dell’eurodeputato Olivier Dupuis al congresso radicale, ‘Diario’ è andato a vedere che c’é di vero riguardo ai minori inseguiti e uccisi a fucilate per divertimento”. L’inchiesta dal titolo: “La caccia ai bambini in Belgio” è firmata dal giornalista Gianluca Paolucci. Ecco un piccolissimo brano di quanto si legge: “Place Fontenas, pieno centro di Bruxelles, a due passi dalla Grand’ Place e dai caffé alla moda… Il percorso che ha portato a PLace Fontenas è partito da Roma, dove, durante il congresso del Partito radicale, l’europarlamentare belga Olivier Dupuis ha lanciato una serie di affermazioni che hanno letteralmente gelato la platea. Ha raccontato che nel suo Paese c’é stato un periodo nel quale alcuni bambini venivano costretti a subire violenze di ogni tipo, dove alcuni di questi bambini venivano perfino uccisi, come conigli, durante delle partite di caccia ‘alle quali partecipano nobili, finanzieri, notabili e funzionari dello Stato’ “.
Personaggi insospettabili nel revival delle sètte sataniche.
Nella nostra società il satanismo è un pericolo dilagante di cui, spesso, non se ne parla abbastanza, oppure lo si fa nel modo sbagliato. Gli adoratori del diavolo sono in aumento anche a Roma. Il quotidiano “Avvenire” del 5 settembre 1996 scrive: “un’altra sètta satanica è stata scoperta a Roma. Tremila adepti, 5 milioni per iscriversi…”. Il fatto che più “lascia stupiti – dissero gli inquirenti – è l’apparente insospettabilità di molte delle persone indagate…”. Si è anche appreso che: “sembra, che la congregazione contasse anche l’affiliazione di noti nomi del mondo dello spettacolo…”. In Inghilterra spariscono, ogni anno, circa centomila giovani. Scotland Yard, a Londra, deve occuparsi ogni giorno della sparizione di ben 2500 teenagers. I più vengono rintracciati, di alcuni non se ne saprà più nulla. Il giornalista Alfio Bernabei riporta altri fatti terribili accaduti a Londra: “Carni di bambini e di feti umani sono state mangiate da uomini e donne che hanno preso parte a riti cannibalistici in Inghilterra in questi ultimi anni nel quadro di un sinistro revival di cerimonie sataniche. Alcuni bambini sono stati sacrificati su altari dopo aver subito torture e sevizie sessuali…” (”L’Unità”, 9 agosto 1990). Sembra un’umanità impazzita.
Millecinquecento persone sparite in sei mesi.
Negli Stati Uniti questi orrori sono ancora più frequenti. E’ Modesto, “la cittadina californiana che detiene il record nazionale Usa di chi sparisce nel nulla”. “Non è chiaro perché, ma questo fazzoletto di California a est di San Francisco, detiene il record per il più alto numero di persone sparite nel nulla in America. I mancanti all’appello sono ben 1.500, soltanto negli ultimi sei mesi. Il fenomeno è davvero preoccupante, enorme: negli Stati Uniti, ogni anno, viene compilata una lista di circa 100 mila nomi” (“Diario della settimana”, n.17. Da mercoledì 28 aprile a martedì 4 maggio 1999). Gli investigatori, almeno per alcuni di questi casi, puntano il dito sul mondo variegato e misterioso delle sètte sataniche. Questo è anche il pensiero di Fay Yager, dirigente il “Centro per la difesa dei bambini” (Children of the Underground). Il giornalista Giorgio Medail, nella trasmissione televisiva “Arcana”, trasmessa su Canale 5 (1989) affermava che negli Stati Uniti, secondo fonti attendibili, ogni anno vengono uccisi nel corso di riti satanici 50.000 persone, per lo più giovanissimi.
Bambini sacrificati a satana.
L’ex direttore dell’FBI di Los Angeles, Ted Gunderson, che ha dedicato molti anni ad indagare sui legami tra le sparizioni dei bambini e i riti satanici, affermò, in una puntata della trasmissione “Arcana”, che le vittime vengono torturate e poi uccise. Gunderson, tra l’altro, denuncia: “Durante le mie indagini, ho scoperto che esistono organizzazioni che rapiscono bambini per poi utilizzarli per sacrifici umani durante feste sataniche. Questi fatti coinvolgono, ai più alti livelli politici, avvocati, giudici, gente di potere… Sì, questi gruppi satanici sono indubbiamente coinvolti nel traffico di droga, nella prostituzione minorile, nella pornografia e nella produzione di “snuff-film”… Ho raccolto testimonianze di bambini di otto, nove anni. Avevano disegnato cose orribili: gente, fuoco, un bambino nel fuoco, feticci satanici, bambini torturati. Come può un bambino immaginare cose simili se non le ha vissute?” (Giovanni Caporaso e M. Cocozza Lubisco, Bambini. Il mercato degli orrori, cit.).
L’inchiesta del Washington Times.
Il perché questi orrendi crimini, nella stragrande maggioranza dei casi, restano impuniti e si fa poco a livello di indagini sarebbe dovuto al fatto, sempre secondo Gunderson, che manca la volontà politica. La legge non è severa, perché questi gruppi hanno protezioni ad alto livello. Negli USA si “discute su due scandali legati alla prostituzione infantile: droga-party con la partecipazione di bambini ed uccisioni in diretta per produrre snuff-film, che hanno coinvolto politici… molto vicini alla Casa Bianca. I servizi segreti, che dipendono direttamente dal presidente, sono intervenuti insabbiando le indagini, le vittime sono finite in prigione e i testimoni sono scomparsi e morti in strani incidenti o suicidi” (Ibid.). Il giornalista Paul Rodriguez del “Washington Times”, dopo una lunga e delicata indagine affermò: “Sono riuscito a provare che personaggi legati alla Casa Bianca e ai servizi gestivano una rete di ragazzi di vita, ho trovato molti documenti che provano il coinvolgimento di Craig Spence – probabile ex agente della Cia, legato agli ambienti dei servizi della Casa Bianca, ex direttore dello staff di George Bush e figura chiave nello scandalo Iran-Contras – nell’organizzazione di party gay e di pedofili. Dalle prove emerge il nome di un altro deputato, Barry Franks. Ci abbiamo lavorato in quattro per oltre un anno e le informazioni raccolte sono agghiaccianti. L’FBI è stato estromesso dalle indagini e del caso si sono occupati i servizi segreti che dipendono direttamente dalla Casa Bianca. E tutto ciò è molto strano. La rete criminale aveva legami sia con esponenti repubblicani che democratici e si estendeva da New York alla Pensilvania, dal Nebraska alla California. Il reclutamento dei ragazzi avveniva in molti modi, alcuni venivano rapiti per strada e poi detenuti in fattorie particolari. E’ un business imponente, prendono i bambini scappati di casa, negli istituti di adozione, nei campeggi…” (Ibid.).
Rodriguez editorialista del “Washington Times”, ha svolto indagini per alcuni mesi, prima di sparare in prima pagina del suo giornale articoli di fuoco su una rete di ragazzi “di vita” che coinvolgeva deputati e vip legati a Ronald Reagan e George Bush. “Sesso in vendita in un appartamento di un deputato”, “Il servizio segreto insabbia l’inchiesta sui prostituti dei vip”, “Ragazzi di vita portati in un tour di mezzanotte alla Casa Bianca”: questi i titoli del Washington Times”. (Ibid.). Dopo alcuni articoli Rodriguez mollò misteriosamente l’indagine.
Pezzi di ricambio umani.
Vi è, addirittura, anche un mercato di “pezzi di ricambio” umani. Vengono inviati ai possibili clienti veri e propri cataloghi di organi, che dovrebbero servire o come feticci umani per riti satanici o, in altri casi, per corroborare il traffico internazionale clandestino dei trapianti. “Centinaia di minorenni, maschi e femmine, spariscono ogni anno. Molti finiscono all’estero, nel mercato delle adozioni clandestine. Molti finiscono nel circuito della pedofilia e della pornografia” (“Visto”, 8/11/1996). Così ha denunciato la parlamentare Rosario Godoy de Osejo, fondatrice di un “Comitato per i bambini scomparsi” e prosegue: “Ho il sospetto che la ragione della scomparsa possa essere il prelievo di giovani e sani organi da vendere nei paesi ricchi. Se le cose stanno così, è facile capire che fine fanno questi bambini una volta ‘esportati’ “. Fatti allucinanti.
Piccole cavie da cui espiantare organi.
Non è, infatti, neppure una “leggenda urbana” quella del supermarket degli organi di giovani cadaveri, ma una realtà agghiacciante. La “Gazzetta del Sud” di Venerdì 25 Agosto 1995, al proposito, scriveva: “L’Onu ha denunciato, in forma ufficiale, il traffico di bambini che si svolge, con queste finalità, in alcuni paesi. (…). La commissione delle Nazioni Unite ha esaminato, in questi ultimi tempi, un numero imprecisato di testimonianze, documenti scritti e anche video, forniti dalle organizzazioni per la protezione del fanciullo, dai quali risulterebbe che i reati, da sempre negati energicamente dai paesi interessati, vengono commessi… Un portavoce della commissione si è rifiutato di fare il nome dei paesi sospetti”. Eric Sottas direttore di “Torture International” ha ricordato fatti orribili, come i 1395 giovani malati, spariti, in Argentina, dall’ospedale psichiatrico di La Colonia Montes de Oca, vicino Buonos Aires, come ha denunciato, con documentazione ineccepibile, la giornalista investigativa francese Marie Monique Robin. Sottas ha anche rammentato il ritrovamento, nelle celle frigorifero della camera mortuaria della Facoltà di Medicina, dell’Università di Barranquilla, Colombia, di numerosissimi corpi, dai quali erano stati espiantati organi destinati a corroborare il traffico dei trapianti.
Un pozzo di orrori che sembra non avere mai fine. “Anche Baby Doc, l’ex dittatore di Haiti, si sarebbe arricchito commerciando cadaveri freschi e organi congelati. Coloro che ricevevano gli organi da trapiantare erano cliniche statunitensi e istituti americani universitari o di ricerca. (…). Anche in Guatemala vi è stato un traffico di bambini venduti agli USA per trapianti (‘Corriere del Ticino’, 6 marzo1987. ‘Gente’, 20 marzo1987) mentre quanto accaduto in Honduras è stato confermato dalle agenzie di stampa (Agenzie ATS, ANSA, APP, e ‘Corriere del Ticino’, 5 gennaio 1987). In Colombia i bambini vengono rapiti mentre giocano sulla strada, portati in laboratori dove vengono loro estirpati gli occhi e poi rimessi in libertà dopo opportuna medicazione (Agenzia AGI-EFE, giugno 1987). In una colonia tedesca del Cile alcune sperimentazioni mediche, soprattutto manipolazioni genetiche, sarebbero praticate su bambini e adolescenti… (‘Libération’, 7 dicembre 1987)” (Milly Schar-Manzoli, Manuale di difesa immunologica, Meb, Padova 1988).
Cadaverini da smembrare o da mangiare.
Dagli Stati Uniti ci arrivano notizie di “interesse scientifico” semplicemente assurde. Ecco quanto pubblicava il quotidiano “La Repubblica” (del 23 novembre 1994) in merito alla “tecnica” messa appunto da ricercatori dell’Università dell’Indiana (USA): “Un cuore nuovo? Meglio rinnovare il vecchio organo, evitando il trapianto… La possibilità ora c’è: le cellule del cuore dell’embrione. Impiantate nel muscolo cardiaco adulto, si moltiplicano e, poi, si saldano con le vecchie, portando all’organo malato la forza e la longevità delle cellule giovani. E per ridurre ulteriormente i rischi di rigetto, quasi a zero, le cellule nuove potrebbero essere prelevate dal figlio del ricevente, un embrione creato in provetta col seme del paziente e l’ovulo della madre. Nella impossibilità di adottare tale sistema – che è in assoluto il più valido – si può ripiegare sull’ovulo di un’anonima donatrice, in modo che le cellule siano per metà geneticamente identiche”. Se qualcheduno non lo avesse ancora capito, la raccomandazione “scientifica” è che, se si vuole dare più tono al proprio cuore invecchiato, occorre soltanto generare un figlio e poi ucciderlo per farsi innestare le sue giovani cellule nel proprio vecchio cuore. Da inorridire.
Ma non è tutto, si possono anche integrare le diete e con grande giovamento, con feti abortiti. Increduli? Ecco quanto scrive P. Andrea nel suo “Onan il grande peccato ieri e oggi” (Salus Infirmorum, Padova – Edizioni Pater, L’Aquila, 1996) citando il quotidiano “Avvenire” del 5 maggio 1995: “Feti abortiti usati come integratori alimentari per garantire ‘pelle morbida e un corpo più forte’. Cadaverini utilizzati in cucina per farne ‘zuppe ottime per la salute’. Sembra essere questa l’ultima ‘novità’ dietetica in voga in Cina, almeno a quanto rivelato, nei giorni scorsi, da un’agghiacciante inchiesta pubblicata dal quotidiano di Hong Kong Express Extra…”.
Se è pur vero che il sistema mediologico non serve a far sapere la realtà, ma a creare un rumore di fondo omologante (la logica omologante presiede alla globalizzazione del mondo) in cui tutti pensino allo stesso modo e a far credere alla gente che viviamo in un mondo trasparente, pulito, dove non c’è nulla da nascondere, di tanto in tanto, tuttavia, nella baraonda delle notizie, appiccicate alla rinfusa sui quotidiani, energono fatti tremendi: “Piccole cavie. Gran Bretagna, 28 bambini uccisi per sperimentare un ‘nuovo trattamento’ “. Ecco quanto pubblica “Il Manifesto” del 9 Maggio 2000. In breve l’agghiacciante notizia: “Neonati prematuri alla stregua di porcellini d’india, utilizzati per sperimentare un nuovo ventilatore da incubatrice: tutto questo è accaduto in Gran Bretagna, in un ospedale del nord del paese. Risultato: 28 bambini deceduti, altri 15 con danni cerebrali permanenti, su un totale di 122 bambini sottoposti al ‘nuovo’ trattamento. Questo tremendo bilancio emerge dal rapporto di una speciale commissione d’inchiesta ordinata dal ministro della sanità britannica, per indagare sui fatti avvenuti nel North Staffordshire Hospital di Stoke-on Trent tra il 1989 e il 1993”.
Chi indaga sui traffici di organi muore.
Nel maggio 1996 il giornalista francese Xavier Gautier de “Le Figaro” viene trovato impiccato alle Baleari, nella sua residenza estiva. Una morte avvolta nel più fitto mistero. Gli investigatori spagnoli, poi, parleranno di suicidio. Gautier, prima di partire per le vacanze, aveva lavorato ad una lunga inchiesta su un presunto traffico di organi dalla Bosnia ad una nota clinica dell’Italia del nord.
L’ex ministro per la Famiglia Antonio Guidi aveva avvisato: “Il fenomeno è mondiale. Ma l’Italia, così com’è stata ed è un luogo di passaggio delle droghe, adesso è un punto di transito di bambini a rischio… Arrivano dai Paesi in guerra dell’Est, da quelli poveri dell’Africa. Parecchi di loro – chi può individuarne il numero? – sono destinati ad essere carne di riserva per i ricchi. Piccoli depositi di organi per i figli di chi ha denaro”. Guidi alla domanda se alcuni di questi bambini venivano mutilati, per conseguenti trapianti in Italia, aveva risposto: “In Italia, no. E’ impossibile. Ma attraversano le nostre terre come uccelli migratori, il cui destino è di essere abbattuti” (”Il Giornale”, 4 settembre 1995).
Le accuse fatte all’Italia.
Eppure l’Italia, scrive Giangiacomo Foà, è stata denunciata “dall’autorevole quotidiano La Nacion di Buenos Aires che in un articolo di fondo si fa eco delle accuse di don Paul Baurell, professore di Teologia dell’Università di San Paolo, e delle denunce fatte il primo agosto 1991 a Ginevra da René Bridel, rappresentante nelle Nazioni Unite dell’Associazione internazionale giuristi per la difesa della democrazia. (…). All’articolo di fondo de La Nation ha fatto eco O Globo di Rio che ci definisce ‘i maggiori importatori di bimbi brasiliani’. Il corrispondente di O Globo a Roma afferma: ‘L’Italia è il più importante compratore di bambini…’. (…). Anche in Perù la stampa ci accusa. Da mesi il quotidiano La Repubblica di Lima denuncia, con nome e cognome, coniugi italiani che sono arrivati in Perù per comprare bambini di pochi mesi o di pochi anni. Negli ultimi tempi avremmo ‘importato’ 1.500 piccoli peruviani, molti dei quali – secondo la stampa di Lima – sarebbero stati poi assassinati per asportare i loro organi per trapianti” (”Corriere della Sera”, 7 settembre 1991).
Quello dei bambini rapiti, schiavizzati, violentati, costretti a prostituirsi, immolati a Satana o uccisi per espiantare i loro organi è un orrore su scala planetaria. Eppure si continua a fare poco o nulla. Giornali e televisione non denunciano il problema in tutta la sua reale gravità. Ne parlano poco e male, di tanto in tanto. I pericoli per i giovanissimi, come si è visto, vengono da più fronti, non ultima è la constatazione che, sul nostro pianeta, aumentano sempre di più le sètte dedite al culto del diavolo. Lo stesso Guidi aveva avvertito: “Alle soglie del 2000 si sta addirittura registrando un aumento di riti ‘religiosi’, mi raccomando le virgolette, che prevedono anche il sacrificio umano di bambini” (”L’Italia settimanale”, 15 settembre 1995).
Si ringrazia GIUseppe Cosco e www.disinformazione.it
http://littleclub.blog.tiscali.it/2013/01/08/allarme-pedofilia-i-potenti-sacrificano-i-bambini/?doing_wp_cron
lunedì 14 gennaio 2013
Anonymous contro la pedofilia "Un po' di pulizia sui nostri social
"Vogliamo fare un po' di pulizia", dicono gli hacker che hanno violato una trentina di account su Twitter scovando un traffico di foto di abusi su minori. "Non siamo contro il social network", spiegano
Numerosi profili Twitter sospesi e una inchiesta per pedofilia in Usa: è
il risultato di una campagna del collettivo hacker Anonymous, che ha
violato una trentina di account del social network, scovando un traffico
di foto di abusi su minori. Lo rivela la stampa specializzata.
"Non
siamo contro Twitter perché ci sono dei pedofili che lo usano. Ma
questa è la nostra comunità, vogliamo fare un po' di pulizia",
sottolineano gli hacker.
Gli hacktivisti tornano quindi attivi
sul social network che recentemente aveva chiuso l'account YourAnonnews,
uno dei più seguiti su Twitter tra quelli riconducibili al collettivo. E
l'attività in generale degli hacker sembra non conoscere soste, dopo
l'attacco alla chiesta battista di Westboro per le attività dimostrative
intraprese a seguito della strage nel del Connecticut.
http://www.repubblica.it/tecnologia/2012/12/25/news/anonymous-49418384/?rss
sabato 12 gennaio 2013
Peter Pan, abolire benefici art. 444 e non menzione pena
(ASCA) - Cosenza, 4 gen - ''Praticamente il 100% di colore che si macchiano di molestie sessuali (quindi non di atti violenti, ma pur sempre di comportamenti pedofili e criminogeni) nei confronti dei bambini se la cavano utilizzando i benefici di cui all'art 444 del codice di procedura penale, ottenendo anche la non menzione della pena : e' un'assurdita' che il prossimo Parlamento dovra' cancellare''. Lo afferma il giornalista Mario Campanella, presidente di Peter Pan Onlus, in una lettera a Pierluigi Bersani, Angelino Alfano, Mario Monti, Gianfranco Fini, Pierferdinando Casini, Nichi Vendola, Beppe Grillo e Roberto Maroni. ''Chiediamo ai leader politici in vista della prossima campagna elettorale di assumersi questo impegno - prosegue il presidente - parificando il crimine ai reati mafiosi, esclusi dai benefici del patteggiamento''. Per il Presidente di Peter Pan ''i partiti politici non possono ignorare le esigenze della popolazione infantile, limitandosi a parlare di fatti certamente importanti come l'economia e l'occupazione, ma dimenticando di rappresentare bisogni che la comunita' consideri prioritari''.
http://it.notizie.yahoo.com/pedofilia-peter-pan-abolire-benefici-art-444-e-164900780.html
Codice Procedura Penale - articolo 444
1. L'imputato e il pubblico ministero possono
chiedere al giudice l'applicazione, nella specie e nella misura indicata, di una
sanzione sostitutiva o di una pena pecuniaria, diminuita fino a un terzo, ovvero
di una pena detentiva quando questa, tenuto conto delle circostanze e diminuita
fino a un terzo, non supera cinque anni soli o congiunti a pena pecuniaria.
(comma così sostituito dall'articolo 1 della legge n. 134 del 2003)
(comma così sostituito dall'articolo 1 della legge n. 134 del 2003)
1-bis. Sono esclusi dall'applicazione del comma 1
i procedimenti per i delitti di cui all'articolo 51, commi 3-bis e 3-quater,
nonché quelli contro coloro che siano stati dichiarati delinquenti abituali,
professionali e per tendenza, o recidivi ai sensi dell'articolo 99, quarto
comma, del codice penale, qualora la pena superi due anni soli o congiunti a
pena pecuniaria.
(comma introdotto dall'articolo 1 della legge n. 134 del 2003)
(comma introdotto dall'articolo 1 della legge n. 134 del 2003)
2. Se vi è il consenso anche della parte che non
ha formulato la richiesta e non deve essere pronunciata sentenza di
proscioglimento a norma dell'articolo 129, il giudice, sulla base degli atti, se
ritiene corrette la qualificazione giuridica del fatto, l'applicazione e la
comparazione delle circostanze prospettate dalle parti, nonché congrua la pena
indicata, ne dispone con sentenza l'applicazione enunciando nel dispositivo che
vi è stata la richiesta delle parti. Se vi è costituzione di parte civile, il
giudice non decide sulla relativa domanda; l'imputato è tuttavia condannato al
pagamento delle spese sostenute dalla parte civile, salvo che ricorrano giusti
motivi per la compensazione totale o parziale. Non si applica la disposizione
dell'articolo 75 comma 3.
(comma così sostituito dall'articolo 32 della legge n. 479 del 1999)
(comma così sostituito dall'articolo 32 della legge n. 479 del 1999)
3. La parte, nel formulare la richiesta, può
subordinarne l'efficacia alla concessione della sospensione condizionale della
pena. In questo caso il giudice, se ritiene che la sospensione condizionale non
può essere concessa, rigetta la richiesta.
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